Migliorare una metropoli – altre proposte concrete

– Vietare i condizionatori vicino alle porte dei negozi. La parte condizionata del locale dev’essere separata dall’esterno da una zona demilitarizzata esente da frustate di aria calda (d’inverno) o fredda (d’estate). E magari con degli attaccapanni.
– Statalizzare i musicisti della metropolitana. Mantenere con regolare stipendio i vari violinisti, chitarristi, fisarmonicisti, diamonicisti, flautisti. Tenere dei corsi di base, trascrivere il repertorio, finora tramandato oralmente, che comprende tra gli altri Bella ciao, O mia bela madunina, Danza Ungherese n.5, Besame Mucho e quel pezzo sconosciuto in La minore che fanno tutti. Eventualmente, creare una folk band stile Goran Bregovic.
– Promuovere Incentivi statali per l’acquisto di strumenti musicali che non siano chitarre. Basso e batteria gratis per le fasce meno abbienti.
– Parcheggi. Centinaia, migliaia, un milione di nuovi parcheggi. Scavare in profondità, subito sotto al livello della metropolitana, fino a far reggere l’intera città su enormi pilastri, tra i quali trovano posto decine e decine di migliaia di automobili. Il costo del parcheggio comprende anche due corse della metro. Arricchire il posto con negozi, farci arrivare anche la Rinascente aggiungendo un piano ancora più interrato. Molta gente non salirà nemmeno più in superficie.
– Allo scopo di garantire valvole di sfogo allo stress cittadino, organizzare ad ogni semaforo rosso gare di insulto professionistico tra gli automobilisti in coda. Il vincitore passa per primo allo scattare del verde o, qualora la larghezza della carreggiata non lo consenta, accumula ticket restaurant.

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