Biblioteca

Se c’è qualcosa che mi ha sempre colpito, nei cristiani moderni, è il loro atteggiamento verso la Bibbia. Nonostante i buoni propositi e gli incoraggiamenti dei vari vescovi, parroci e catechisti, che non mancano mai di sottolineare l’importanza della conoscenza delle Scritture, la maggior parte dei cristiani (in particolare dei cattolici) in Italia conosce i testi sacri solo approssimativamente. Questa è di sicuro una grave mancanza, ma in fondo è comprensibile. Voglio dire, è ovvio che nessuno conosce il Levitico: avete mai provato a leggerlo, il Levitico? E’ una noia mortale, un colossale elenco di regole di ogni genere. Praticamente è come il codice civile (e infatti il codice civile non lo conosce nessuno).
La colpa è anche degli educatori: mentre il Vangelo e il Nuovo Testamento sono stati ampiamente riassunti, semplificati, riadattati, presentati ovunque in modo leggero e comprensibile (sì, bè, a parte l’Apocalisse di Giovanni, che vi sfido a riassumere in modo comprensibile: non so voi, ma io ogni volta che la leggo non posso fare a meno di canticchiare Lucy in the Sky with Diamonds), l’Antico Testamento è stato completamente dimenticato e lasciato a se stesso. Bè, io penso che non sia giusto. Nel mio piccolo, voglio dare il mio contributo alla divulgazione e alla cultura.

Genesi, 1

Il primo capitolo del più famoso libro del mondo entra subito nel vivo e non va tanto per il sottile. Prima di tutto Dio crea il cielo e la terra. Poi, subito dopo, esclama "Sia la luce!", segno evidente che cielo e terra, al buio, non gli stavano venendo granché bene. A questo punto, chiama la luce "giorno" e le tenebre "notte". Ma la cosa gli porta via più tempo del previsto, e fu sera e fu mattina: primo giorno, e già indietro col lavoro.
Il secondo giorno Dio parte con più convinzione, si guarda intorno e dice: "Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque". Ha ancora le idee un po’ confuse, in effetti. Comunque, sorvolando sulle acque, alla fine del secondo giorno è riuscito a chiamare il firmamento "cielo": anche a me capita spesso di perdere un giorno intero per trovare un sinonimo.
Il terzo giorno, il creatore sta ancora pensando a quella cosa delle acque. Alla fine decide di metterle tutte insieme nel cosiddetto "mare", un po’ come quando mettete ordine nei vostri mp3 e finite per buttare tutto nella cartella "Altro". Risolto l’annoso problema delle acque, Dio crea la vegetazione in mezza giornata (quando non si perde nei dettagli, è bravo).
Il quarto giorno Dio si alza di buon mattino e crea il sole e la luna, dopodiché dedica il resto della giornata a sincronizzarli esattamente con il giorno e la notte realizzati tre giorni prima (vedo diversi ingegneri che si muovono sulle sedie: sì, lo so, ragazzi, ma è facile parlare col senno di poi).
Il quinto giorno si comincia a fare sul serio: vengono creati tutti gli animali marini e i volatili. Il sesto giorno anche gli animali terrestri, e finalmente viene il turno dell’uomo. Dio crea l’uomo a sua immagine e somiglianza, lo mette a capo di tutti gli animali (l’ultimo figlio è sempre quello più viziato) e gli dice di andare e moltiplicarsi. L’uomo, in futuro, non se lo farà ripetere due volte.

(continua)

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