Vita a oltranza

Non è esattamente come la mette giù Repubblica: l’articolo di Lucetta Scaraffia sull’Osservatore Romano non è così drastico, almeno in apparenza, e si tiene sul vago, più che altro per prudenza. Ciò nonostante, è pieno di idiozie disgustose: la ragazza ha del talento.

"La giustificazione scientifica di questa scelta risiede in una peculiare definizione del sistema nervoso, oggi rimessa in discussione da nuove ricerche, che mettono in dubbio proprio il fatto che la morte del cervello provochi la disintegrazione del corpo."

Niente, a questi gli devi disintegrare il corpo coi raggi fotonici o non si convincono che è morto per davvero. Questi qua se voi prendete un cadavere fresco dall’obitorio, gli staccate il cervello e lo attaccate al respiratore artificiale, vedono che respira e gridano al miracolo.

"Come dimostrò nel 1992 il caso clamoroso di una donna entrata in coma irreversibile e dichiarata cerebralmente morta prima di accorgersi che era incinta; si decise allora di farle continuare la gravidanza, e questa proseguì regolarmente fino a un aborto spontaneo. Questo caso e poi altri analoghi conclusi con la nascita del bambino hanno messo in questione l’idea che in questa condizione si tratti di corpi già morti, cadaveri da cui espiantare organi."

E allora diciamo no! Non sono corpi già morti, cadaveri da cui espiantare organi, esseri inanimati da buttare via: le femmine morte possono ancora essere delle ottime incubatrici!

"Il rischio di confondere il coma (morte corticale) con la morte cerebrale è sempre possibile."

A quanto pare, è ancora più facile per certa gente confondere il coma con la morte corticale.

"Queste considerazioni aprono ovviamente nuovi problemi per la Chiesa cattolica, la cui accettazione del prelievo degli organi da pazienti cerebralmente morti, nel quadro di una difesa integrale e assoluta della vita umana, si regge soltanto sulla presunta certezza scientifica che essi siano effettivamente cadaveri."

Cioè non si regge affatto, perché non esiste in questo universo qualcosa come la "certezza scientifica che essi siano effettivamente cadaveri", per il semplice motivo che stiamo discutendo proprio della definizione di cadavere. D’altronde va riconosciuta una certa coerenza: se non si può toccare un ovulo fecondato – che ha l’attività cerebrale di un’omelette – non si capisce perché si dovrebbe poter aprire e svuotare un omone grande e grosso solo perché ha l’EEG piatto.

"L’idea che la persona umana cessi di esistere quando il cervello non funziona più, mentre il suo organismo – grazie alla respirazione artificiale – è mantenuto in vita, comporta una identificazione della persona con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica".

Vero. Molto meglio, per la dottrina cattolica, identificarla con la possibilità tecnica di essere mantenuto artificialmente in vita. E’ persona finché ha funzioni vitali, anzi no, è persona finché si riesce a pompare aria nei polmoni, anzi no, è persona finché riusciamo a legarlo con dei fili e muoverlo dall’alto come una marionetta.

Fate così, prendete una di queste persone e fatele una semplice domanda: se un uomo viene tagliato in due all’altezza dell’ombelico, quale delle due metà è ancora la stessa persona di prima e quale è inanimata? Ovvero, dove sta l’anima? Vi risponderà: nella metà superiore. Chiedetele perché.

19 commenti - “Vita a oltranza

  1. “se un uomo viene tagliato in due all’altezza dell’ombelico, quale delle due metà è ancora la stessa persona di prima e quale è inanimata? Ovvero, dove sta l’anima? Vi risponderà: nella metà superiore. Chiedetele perché.”

    E’ qui la semplice e basilare differenza tra l’ateo e il credente.

    Per l’uno il corpo è come un pupazzetto fatto con i LEGO® che puoi dividere e discernere a piacimento, per l’altro vi è invece un’unità da cui non si può prescindere.

    La risposta alla domanda non è “nella metà superiore”, ma “la domanda non ha senso”.

    A prescindere dal fatto che se un uomo viene tagliato a metà muore e basta.

  2. Per anonimo numero 4: quindi per essere sicuri che uno sia morto sul serio bisogna tagliuzzarlo?

    Ahhhh, ma allora è semplice…

  3. Formulo meglio la domanda, ok? Un uomo viene tagliato a metà all’altezza dell’ombelico. Supponiamo di avere i mezzi tecnici per mantenere in vita entrambe le metà, quella di sopra richiudendola e sopperendo con delle macchine agli organi mancanti, quella di sotto mantenendo sangue fresco in circolo. Due metà umane tecnicamente vive. Ora la domanda si può porre in molti modi:

    - Quale delle due metà è viva, e perché?

    - In quale delle due metà identifichi la persona di prima, e perché?

    - Diresti che un uomo è sopravvissuto ma ha perso le gambe o che un uomo è sopravvissuto ma ha perso la testa, e perché?

    - Se al corpo intero associavi (in qualche modo che non mi interessa) un’anima, a quale delle due metà la associ adesso, e perché?

    - In estrema sintesi, quale delle due metà viene gettata via senza tanti problemi, e perché?

    Riesci a rispondere ad almeno una di queste?

  4. Se dovessi subire un trapianto, se mi dovessero amputare un arto per via del diabete o se mi dovessero asportare un organo canceroso, non lo so, sarei ben lieto di prescindere dalla mia unità.

    (E poi, che diamine, posso capire di non poter dividere il corpo umano, ma neanche discernerlo? Cioè, se io dico “Questa parte qui si chiama fegato” mi dicono “No”?).

  5. “Per anonimo numero 4: quindi per essere sicuri che uno sia morto sul serio bisogna tagliuzzarlo?

    Ahhhh, ma allora è semplice…”

    Tu si che hai arguzia e capacità di comprensione del testo :)

    “Se dovessi subire un trapianto, se mi dovessero amputare un arto per via del diabete o se mi dovessero asportare un organo canceroso, non lo so, sarei ben lieto di prescindere dalla mia unità. ”

    Un altro pieno delle caratteristiche sopracitate. Complimenti.

    “E poi, che diamine, posso capire di non poter dividere il corpo umano, ma neanche discernerlo? Cioè, se io dico “Questa parte qui si chiama fegato” mi dicono “No”?”

    Ovviamente il termine era usato nell’accezione di “Quest’organo qui si chiama vita” “Quest’altro no” ;)

    “Formulo meglio la domanda, ok?”

    Ok, vediamo che ne esce.

    ” Un uomo viene tagliato a metà all’altezza dell’ombelico. Supponiamo di avere i mezzi tecnici per mantenere in vita entrambe le metà, quella di sopra richiudendola e sopperendo con delle macchine agli organi mancanti, quella di sotto mantenendo sangue fresco in circolo.”

    Spero tu ti renda conto che stai facendo un esempio del tipo “mi son tagliato un dito e me lo metto sotto alcool per mantenerlo vivo” e su questo esempio ti chiedi se l’anima sia nel corpo o nel dito.

    ” Due metà umane tecnicamente vive.”

    Mmm no. Non sono due metà umane. Sono un corpo e due gambe, pressappoco.

    ” Ora la domanda si può porre in molti modi:

    - Quale delle due metà è viva, e perché? ”

    La domanda è quella di prima e la risposta idem.

    “- In quale delle due metà identifichi la persona di prima, e perché? ”

    La persona di prima è l’insieme di tutto il corpo.

    Questa è l’unica riposta possibile.

    Se, poi, si riesce a far vivere la parte superiore, quella cioè che comprende la maggior parte degli organi vitali (cuore, polmoni, cervello, giusto per indicare le funzioni base, ma, ripeto, non siamo pupazzetti da montare e smontare come dai tu per scontato), la parte inferiore può benissimo essere lasciata al suo destino se non ci sono possibilità di intervento chirurgico per ricongiungerla al resto del corpo.

    E no, non è uguale a quello che intendi tu nel tuo monologo.

    Non è un problema di “dove sta l’anima” ma di “dove sta la vita”.

    “- Diresti che un uomo è sopravvissuto ma ha perso le gambe o che un uomo è sopravvissuto ma ha perso la testa, e perché? ”

    Direi che un uomo è sopravvissuto ma ha perso le gambe, il perché mi pare ovvio.

    “- Se al corpo intero associavi (in qualche modo che non mi interessa) un’anima, a quale delle due metà la associ adesso, e perché? ”

    La associo all’insieme delle due parti che è la persona.

    “- In estrema sintesi, quale delle due metà viene gettata via senza tanti problemi, e perché? ”

    Come già detto, puoi gettare via, ovviamente con i problemi annessi, la parte inferiore, visto che la sua mancanza non compromette le peculiarità della persona né la fine della vita.

    “Riesci a rispondere ad almeno una di queste?”

    Fatto.

    Ah, giusto come postilla finale, il Vaticano ha smentito alcun cambiamento della sua dottrina al riguardo, l’articolo citato è stato fatto dall’Osservatore Romano per aprire un dibattito su questo argomento. Dibattito che implica una discussione, uno scambio di idee prima di una decisione finale, che può essere diversa da quella iniziale, ma anche no.

  6. Noterai infatti che non ho messo in bocca nulla al Vaticano.

    Non mi va di dilungarmi troppo. E’ abbastanza evidente che non vuoi venirmi incontro nella formulazione dell’esempio, e io non ho voglia di continuare a “dirla meglio”. Mi tiri in ballo il fatto che sotto ci sono solo le gambe e sopra la maggioranza degli organi, ma insomma, mi pareva chiaro il senso dell’esempio. Devo riscriverlo cambiando il taglio, in modo da avere un congruo numero di organi in entrambe le parti? E’ davvero questo il punto?

    Quindi solo una cosa:

    “Direi che un uomo è sopravvissuto ma ha perso le gambe, il perché mi pare ovvio”. Evidentemente per qualcuno non è tanto ovvio, visto che la parte inferiore è viva esattamente come è viva una persona in stato di morte cerebrale.

    Nota anche la tua frase: “Come già detto, puoi gettare via […] la parte inferiore, visto che la sua mancanza non compromette le peculiarità della persona né la fine della vita”. Quindi associ correttamente “persona” a “cervello” e “vita” a “vita cerebrale”. Perché volendo potrei anche buttare la parte superiore e dire che non compromette la fine della vita di quella inferiore, eh.

    Lo so (o almeno mi pare di capire) che sono stronzate anche per te: quello che sto dicendo è che questo segue logicamente dalle tesi della Scaraffia.

  7. Il problema è che la tesi di questa giornalista non è una tesi ma una provocazione. E’ un articolo fatto per aprire un dialogo, per dire: “son passati 40 anni, va tutto bene com’è stato pensato 40 anni fa o c’è modificare qualcosa?”. Evidentemente c’è anche riuscita ad attirare tanta attenzione. Vedremo se questo avrà un seguito di qualche tipo o se, molto probabilmente, si dissolverà nel nulla.

  8. L’articolo non intende “provocare” una discussione sull’affidabilità dei metodi per determinare la morte cerebrale (che possono essere riveduti e corretti a fronte di dimostrabili nuove scoperte scientifiche), ma introduce l’idea che la morte cerebrale stessa non è la morte (terrena, per carità, terrena) dell’individuo.

    Questa è un’idiozia senza mezzi termini.

    Marcoz

  9. E’ fiato sprecato: ma hai presente il tenore medio degli articoli di Lucetta Scaraffia? Aspira a seguire le orme e la carriera di Eugenia Roccella, credo.

  10. Caro Aioros, l’esempio che doevi fare era: prendi un uomo che è stato tagliato esattamente a metà in senso verticale, e tutte e due le parti, mezza testa, un braccio e una gamba, che hanno lo stesso numero di organi vitali, vengono tenute in qualche modo in vita in maniera autonoma l’una dall’altra… Magari così l’anonimo capisce meglio il concetto!

    Io personalmente sono d’accordissimo con te! E parlare di “provocazione” mi sembra una scusa bella e buona! Che c’è da provocare? Forse la signora di belle speranze voleva uscire dall’anonimato di giornalista che veniva letta solo dalla sua famiglia e diventare un nome citato da tutti, o forse crede veramente nelle cose che ha scritto… mah! In ogni caso, sinceramente non so quale delle due cose sia peggio!

    Kinisera

  11. sinceramente visto che la dottrina cattolica presuppone l’immortalità dell’anima immaginavo ci fosse una certa indipendenza dalle sorti del corpo. il cervello è roba da scienziati e la sua morte viene definita con i metodi della scienza. l’anima con la medicina non c’entra una mazza e gradirei se certe persone continuassero ad occuparsi di anime e lasciassero medici e scienziati ad occuparsi della nostra salute

  12. La sofferenza degli altri è la condizione prima per la religione cattolica che dice di scegliere il bene. In una società progredita rappresenta un baluardo del fanatismo. Se Eluana questi sedici anni li ha vissuti nella sofferenza vuol dire che i tanti aguzzini “timorati di dio” l’ hanno torturata. Povera ragazza. E povero padre…che oltre al dolore deve affrontare anche gli sciacalli.

  13. vero. occorre tagliarla in verticale, la persona, perché i fedeli alla linea possano capire l’esempio. si, perché si tratta di una vera e prorpia linea, altroché provocazione. son già parecchi i milioni di formigoni del nostro brutto paese che non hanno perso tempo a schierarsi. armati di totale ipocrisia, ovviamente, come sempre.

  14. caro anonimo clericale:

    “La risposta alla domanda non è ‘nella metà superiore’, ma ‘la domanda non ha senso’.

    A prescindere dal fatto che se un uomo viene tagliato a metà muore e basta.”

    e questa succosa informazione da dove la hai ricavata, dall’esegesi dei testi sacri? si da il caso che ci siano almeno 18 casi di persone sopravvissute ad interventi di emicorporectomia, proprio fino all’ombelico (ecco qua un caso dell’anno scorso a roma: http://corteitalia.org/RassegnaStampa/IIcongressoCORTE/Il%20Nuovo%20Medico%20d'Italia%20-%2026.02.08.pdf) ma immagino che per te questo tizio non esista, e che la domanda continui a restare priva di senso…

    ma a parte questo, che e’ solo un piccolo esperimento concettuale, la domanda vera e': dove sta veramente la persona? tu neghi correttamente che stia in una gamba, o in un braccio, che possono essere tolti e la persona tira avanti lo stesso a volte anche meglio di prima. e immagino che tanto per distinguerti da quei pagani degli antichi egizi ragionevolmente negherai che stia nel cuore, o in un polmone, o nella milza o nel fegato. e possiamo ripetere questa cosa per praticamente ogni altro organo (gonadi, midollo osseo, perfino il viso) tranne che per il cervello. ma ecco che quando si arriva a dover tirare le somme ti rifugi in un incoerente “brutti materialisti cattivi, non si puo separare il corpo dalla persona, non siamo solo dei pupazzetti di lego”. ma per la puttana, INVECE SI. abbiamo una soverchiante enormita di evidenza che la coscienza stia tutta nell’attivita elettrica del cervello, e tale soverchiante evidenza e’ totalmente a discredito dell’ipotesi dell’esistenza di un’anima sovrannaturale, ipotesi che se non fosse legata a doppio filo alla religione della massa incolta avrebbe fatto da tempo la fine dell’iperuranio platonico.

    ora, nonostante l’ovvieta della cosa, e a dispetto delle ripetute accuse di “becero materialismo”, non mi e’ mai capitato di sentire dei materialisti che vogliano obbligare la gente a donare gli organi o ad accettare forzatamente la definizione di morte cerebrale o tutte queste altre diavolerie, anzi i materialisti sono per lo piu favorevoli a che chiunque possa decidere il destino del proprio corpo in assenza di attivita elettrica nel cervello. MA NON E’ QUESTO IL CASO. la scaraffia non si e’ svegliata un giorno per caso pensando a questo dilemma filosofico e decidendo di scrivere un articolo ben documentato per migliorare la comprensione collettiva del problema. NO. la scaraffia, intenta da settimane a salvare le cellule rimaste ancora vive del corpo di eluana englaro, ha deciso di rilanciare alla grande, in un gigantesco bluff, ben sapendo che anche se venisse smascherata non avrebbe nulla da rimetterci. e cosi ha tirato in ballo perfino la definizione di morte cerebrale, parlando di supposte e non citate recenti scoperte scientifiche a supporto della sua tesi, e scrivendo quintalate di falsita e idiozie. questo non e’ un contributo al dibattito, perche non sta contribuendo niente di sensato e il dibattito manco esisterebbe se non ci fossero i furboni come lei a rimestare le acque. perche di questo si tratta: puro e semplice rimestamento delle acque. e le acque devono essere rimestate affinche il popolino non si accorga di quello che sta succedendo davvero: non i materialisti che impongono il loro materialismo ai poveri cristiani perseguitati, ma i clericali che su mandato divino stanno decidendo il destino del corpo dei materialisti (oltre che del loro). tutto il resto e’ FUFFA.

    per quanto riguarda il taglio in verticale in pratica si e’ provato a fare pure quello, con l’emisferotomia nei casi di epilessia gravi. si e’ scoperto che separando i 2 emisferi si ottengono 2 cervelli realmente distinti, che possono anche avere idee diverse e “ingannare” l’un l’altro. per farsi un’idea non c’e di meglio di questo discorso di v.s. ramachandran: http://www.youtube.com/watch?v=_DCSJdhy3-0. ma per l’appunto anche in questo caso ad una domanda diretta non sono mai arrivate risposte almeno verosimilmente coerenti. per non parlare degli embrioni…

  15. caro anonimo anticlericale:

    “ma immagino che per te questo tizio non esista, e che la domanda continui a restare priva di senso…”

    noterai sicuramente la differenza tra quello che è accaduto (i medici ) è ben diverso dalla domanda posta dal blogger secondo le cui ipotesi entrambe le parti sarebbero tenute in vita. E’ questa la mancanza di senso a cui mi riferivo.

    “ma a parte questo, che e’ solo un piccolo esperimento concettuale, la domanda vera e': dove sta veramente la persona?”

    La domanda era ovviamente quella, ma purtroppo credo di non essere sufficientemente acculturato per poter sostenere una discussione con te, anzi son proprio “incolto”, quindi lascio a te il sapere.

    Aggiungo anche che mi spiace non seguire quotidianamente ciò che dice la sig.ra scaraffia dato che no, non leggo tutti i giorni l’Osservatore Romano per cui non ero a conoscenza del suo piano diabolico (o forse dovrei dire “angelico” per far avere più effetto?) di depistaggio.

    Ultimissima postilla e poi saluto e vado a prendere un pò di cenere da cospargermi sul capo: sei proprio sicuro sicuro che sia obbligatorio donare gli organi?

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