Non discutere mai con un cretino

Vorrei dire questa cosa nel modo più chiaro possibile: se la Chiesa Cattolica vuole scomunicare i medici che procurano l’aborto di una bambina stuprata o dichiarare che è stato appena inaugurato a grande richiesta un girone dell’inferno destinato a ricevere tutti coloro che mettono lo spazio prima della virgola invece che dopo, ha il diritto di farlo. Lo dico a tutti i mangiapreti scandalizzati: quello del non credente che vorrebbe che la Chiesa si accorgesse dell’assurdità della cosa e cambiasse idea sull’argomento è un problema di prospettiva: non si può fare affidamento sulla razionalità di un gruppo di persone che crede nella resurrezione dei morti.

– Noi Testimoni di Geova crediamo che dopo la morte 144.000 persone andranno in cielo affianco a Gesù, mentre gli altri cento miliardi si risveglieranno sulla terra rinnovata e lì vivranno felicemente in eterno.
– Capisco.
– E siamo contrari alle trasfusioni di sangue.
– Ma ciò è irrazionale!

Capite bene che non funziona. Quella che avete davanti, di fatto, è un’associazione di buffi visionari. I capi di questa società indossano lunghi abiti premaman e ritengono che usare il preservativo sia immorale ma misurare giorno per giorno l’elasticità del muco cervicale vada benissimo. Pretendere dal loro capo una dimostrazione di buon senso è come chiedere a un neonato di parlare più chiaramente: vi guarderà come una mucca guarda un treno che passa e vi rigurgiterà metaforicamente sulla giacca nuova facendovi fare brutta figura con la tipa che dovevate incontrare in serata.

Ma il discorso vale anche per i sedicenti cattolici che non sono d’accordo con il Papa (salve, buffi visionari dallo spazio): io non vi capisco. La regola del club è molto chiara: "Can. 1398 – Chi procura l’aborto ottenendo l’effetto incorre nella scomunica latae sententiae", punto. Non vi piace? Non siate cattolici. Siate protestanti. Siate una nuova chiesa protestante che si differenzia da quella cattolica perché ritiene che le bambine violentate possano abortire (e giacché ci siete, consiglio anche di rivedere la faccenda del muco cervicale).

Quello che invece non molti hanno sottolineato è la differenza nell’atteggiamento delle buffe gerarchie in Brasile e in Italia. In Brasile, come in Colombia o dovunque i sacerdoti colorati ritengano di tenere ancora per le palle la popolazione, non mancano mai dichiarazioni fiammeggianti tipo "quando una norma promulgata da legislatori umani va contro la legge di Dio perde qualsiasi valore", "meglio pedofilo che medico abortista" o "in questo quartiere gay fa un freddo cane: io ho portato un po’ di legna". Dalle nostre parti, invece, a meno che non vengano direttamente interpellati, i cacasotto si esprimono con molta più prudenza su certi argomenti. E allora da noi gli omosessuali sono brave persone che tutt’al più non devono potersi sposare, altrove sono peccatori che devono essere perseguiti a norma di legge. Da noi di contraccezione non parlano più, ma andate a toccargli le Filippine e vedrete come si incazzano.

E nonostante questo, in Brasile c’è un Ministro della Sanità che si è detto scioccato dalla posizione "estremista, radicale e inopportuna" della Chiesa. C’è una direttrice di ospedale che si dice contenta di essere stata scomunicata. C’è un Presidente della Repubblica che dice che "la medicina è su questo punto più corretta della Chiesa". Da noi?

18 commenti - “Non discutere mai con un cretino

  1. Purtroppo invece devi parlare e negoziare, se non vuoi che per via legislativa ti strappino anche la pelle.

    (È un pensiero valido in senso generico, in Italia ci hanno ormai tolto questa preoccupazione)

  2. c’è però una differenza

    un testimone di geova non viene da te per obbligarti a non fare trasfusioni

    la regola vale solo per loro

    mentre i cattolici vorrebbero che le loro regole valessero per tutti anche per chi non è cattolico vedi legge sul testamento biologico, fecondazione assistita eccetera

    ogni religione può avere delle regole per i propri fedeli l’importante è che queste regole non si estendano anche agli altri

  3. @Weissbach: sì, però il punto nella discussione con questa gente a fini legislativi dovrebbe essere “non possiamo legiferare sulla base delle vostre cagate” piuttosto che “ok, vi diamo retta, però dovreste cambiare la vostra posizione sui seguenti argomenti”.

    Quanto ai Testimoni di Geova, l’esempio era solo sulla questione dell’irrazionalità; per il resto, se si prende il fastidioso porta a porta come una positiva occasione di socializzazione e di goliardia (avete mai provato a far finta di credergli?), sono di sicuro meno invadenti e pericolosi per la società. Ma solo perché non hanno i numeri e i mezzi dei cattolici. Le minoranze sono sempre liberali, nel loro interesse.

  4. no ti sbagli

    i tdg non votano e non ripongono fiducia nei governi umani

    quindi anche se fossero il 90 per cento della popolazione non romperebbero le scatole al 10 per cento pretendendo leggi che obbligano gli altri ad adottare il medesimo pensiero

  5. i musulmani in italia sono una minoranza ma non mi sembrano molto liberali e tolleranti

    non dipende dall’essere minoranza o maggioranza ma dal pensiero che uno ha

  6. Vabbè, è vero che in qualche misura dipende dalla particolare religione, tipo i buddisti sembrano un po’ meno tirannoidi di certi musulmani, ma non sono molto convinto dalla cosa del “non riporre fiducia nei governi umani”. Comunque taccio in quanto ignorante in materia di Tdg.

    (Sui musulmani, occhio che io non parlavo di “tolleranza”, e con “liberali” ho usato la parola sbagliata. Quello che intendevo è che le minoranze sono sempre schierate, per forza di cose, dalla parte del dialogo e dell’ognuno-segua-i-suoi-principi, contro l’imposizione di quelli della maggioranza.)

  7. Sono d’accordo, però vorrei sapere chi diamine ha la posizione “ok, vi diamo retta, ma…”.

    Di solito sento dire “Diamogli retta perché hanno ragione loro”.

    E’ importante discutere a livello razionale, perché:

    1) i singoli cattolici sono (almeno in alcuni casi) persone razionali;

    2) le gerarchie giocano sporco; puntano proprio a vendere per razionale ciò che è secondo la fede (questo è il “Ratzismo” puro).

    Esempio: “L’omosessualità è proibita dalla Bibbia? Certo, e questi sono affari nostri. Però è anche un fattore deleterio per la società civile, e questi sono affari di tutti”.

    Idem per pillola, staminali, etc.

    “Non sei credente? È un tuo diritto, ok. Ma anche tu devi difendere la Vita fin dal concepimento, perché quella è una verità laica, mica religiosa”.

    Adesso ho poco tempo; massima apertura sulle strategie possibili di discussione (or absence thereof).

    Ma occhio a non confondere la necessità di non rinunciare al dibattito con la pretesa di insegnare ai cattolici la loro religione.

    Non sempre si può stare zitti davanti alle provocazioni, come insegna Massimo Pigliucci anche rispetto al dibattito sull’evoluzione.

  8. volevo dire che i tdg non si interessano di politica intesa come presa di potere o simili dato che nemmeno votano

    e infatti le forze politiche neanche chiedono il loro appoggio dando in cambio qualcosa come fanno con altri gruppi sociali o religiosi

    quindi non sono interessati a leggi che impongano il loro punto di vista o la loro etica agli altri

    bensì a leggi che diano libertà di scelta per tutti, a loro ma anche agli altri

    vedi la possibilità di rifiutare le cure, l’obiezione di coscienza

    ad esempio

    ad un tdg non interessa abolire la legge sull’aborto anche se è contrario all’aborto

    lui non la utilizzerà ma non impedirà a te di abortire

    in pratica è il concetto del libero arbitrio

  9. mentre i cattolici ma anche i musulmani vorrebbero imporre la loro etica per legge non solo ai rispettivi fedeli ma anche ai non fedeli

    è questo che rompe

  10. Hah, ho vinto :D Comunque sia chiaro, condivido l’idea che discutere sia comunque necessario, si tratta solo di capire come e con chi. Non pretendiamo che sia la Chiesa a venirci incontro, insomma.

  11. È proprio la tattica truffaldina di spacciare le loro credenze tradizionali per “legge di natura” o per “laica ragionevolezza” che ha massimamente rotto le scatole.

    Non bisogna fargliene passare una e sbugiardarli senza tregua.

  12. da noi?

    da noi è tutto da ridere.

    purtroppo.

    la cosa maglifica è che nonstante i padrepio e i santosubito di tutta italia, gli italiani veramente credenti ed osservanti sono meno del 30%,

    quel 65% che si professa cattolico è del tipo:

    “si credo in dio, ma non in quello della chiesa… si certo, lo so che il papa lo vieta, ma io non la penso così e comunque non andrò certo all’inferno per questo” ecc. ecc.

  13. “Non pretendiamo che sia la Chiesa a venirci incontro”

    Io non l’ho mai pensato.

    A maggior ragione se la malafede dovesse mai essere più rilevante dell’irrazionalità…

  14. Vero che si discute meno di contraccezione. Ma mi sebra che stiano adottando una tattica diversa, sotterranea. C’è tutto un sottobosco di catechiste, volontari, educatori (che cazzo di termine per un ragazzino onanista e brufoloso che legge due paginette alla settimana a dei bambini) che si infilano in tutta una serie di eventi di indottrinamento potenzialmente (potenzialmente, altrimenti ero fottuto anch’io) letali. Qualcuno ci casca, così sono sempre meno e sempre più duri.

  15. Quoto il post senza riserve.

    Purtroppo l’eco dei giudizi ecclesiastici non risuona soltanto nel cortile degli iscritti al circolo: diventa scandalo sociale. E sono gli stessi media ad amplificare le esternazioni dei chierici, corroborandole con un’importanza, e un’enfasi, che non dovrebbero sussistere.

    Oggigiorno una scomunica viene proposta come “notizia d’apertura”. Ma non lo è!

    Ne parlino pure l’Osservatore romano, Avvenire, Famiglia cristiana…

    La scomunica interessa ai cattolici e a chi, di propria iniziativa, vuole documentarsi. Agli altri no.

    Delle due l’una: o concediamo lo stesso spazio mediatico a tutti i grandi gruppi religiosi del mondo, oppure lasciamo che siano i loro uffici stampa a preoccuparsi di informare i propri adepti.

    Chissà se qualche network avrà le palle per decidere.

    P.S. Complimenti per il blog, per la citazione del grande Wilde e soprattutto… per il molo dell’isola di Mêlée :) !!!

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