Banalità da ricordare: 8 marzo

Fa sempre piacere notare che in Italia – uno dei Paesi più retrogradi e maschilisti dell’intero continente – la Giornata Internazionale della Donna, nata cent’anni fa in ambito socialista e femminista allo scopo di stimolare il dibattito e il progresso sulla questione femminile, sul diritto di suffragio e sulle condizioni di lavoro, combattere la discriminazione sessuale in ogni ambito e in generale spaccare numerosi culi, si sia trasformata nell’innocua e pucciosissima Festa della Donna, in cui anche il re degli stronzi diventa un inguaribile romantico regalando a ragazze a caso un rametto del fiore più insulso e meno costoso dell’intero regno vegetale (se proprio non ce la fa può taggarle su Facebook IN UN’IMMAGINE del suddetto fiore: verrà considerato ugualmente un signore), buona parte della popolazione femminile decide di dimenticare del tutto i propri problemi e andare a vedere gli spogliarellisti contando così di capovolgere gli stereotipi di genere (spoiler: NO), l’intero paese si autoassolve e il femminismo viene sparato nell’iperspazio.

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