Un euro e sessantasei centesimi

Gli abbonamenti ferroviari dei pendolari devono aumentare, dovrebbero anzi almeno raddoppiare. Lo ha detto l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti a SkyTg24 Economia. ”Si’, credo di si”’, devono aumentare ”come gli altri Paesi. Almeno come la Spagna dove costano il doppio”, ha detto Moretti, sottolineando che ”50 euro al mese vuol dire nemmeno un caffè per ogni giorno”, mentre negli altri Paesi europei costano molto di piu’. L’ad di Fs ha comunque sottolineato che sui treni pendolari, ”pur rimanendo tantissimi problemi, la qualita’ e’ migliorata in tutti i settori”: in particolare ”negli ultimi 5 anni hanno migliorato la loro puntualita’ di otto punti. I punti critici sono solo nelle grandi citta’ – ha aggiunto – particolarmente a Milano, poi a Roma e Napoli”.

Punto primo, così ci togliamo subito il pensiero, 50 euro al mese sono 1 euro e 66 centesimi al giorno e con 1 euro e 66 centesimi prendi otto caffè in Bicocca, cinque caffè nel mio ufficio, due caffè in molti bar di molte città italiane, un solo caffè in certi posti dove devi strisciare la carta per aprire la porta scorrevole. “Nemmeno un” non è esattamente la quantità di caffè che il pendolare medio è disposto a scambiare per uno virgola sessantasei euro, e dio solo sa quanto il pendolare medio sia disposto a spendere in caffè.

Punto secondo, che negli altri Paesi europei i treni costino di più è quantomeno discutibile. In ogni caso, negli altri Paesi europei costa di più pure il caffè (sì, ce l’ho su con questa roba del caffè).

Punto terzo, quest’idea che una qualunque spesa non sia così imponente perché è solo un paio di caffè al giorno, ne vogliamo parlare? Chi l’ha ideata? Magari io quei due caffè li volevo. Magari io con quei due caffè ci devo sopravvivere, sai? Magari per me il caffè è importante e non ne cambierei un paio con un viaggio in piedi di mezz’ora su un carro bestiame a escursione termica sahariana. Magari a te non piace il caffè (ho già detto caffè?). Fumi? Cinquanta euro al mese vuol dire nemmeno sette sigarette al giorno, e che cazzo sarà mai?

Punto quarto: migliorare di otto punti (percentuali, suppongo) è un’ottima cosa, ma sarei curioso di conoscere la percentuale raggiunta, e soprattutto la percentuale di cosa.

Punto quinto: ah, i punti critici sono solo nelle grandi città? Bè, che culo, i pendolari vanno mica a Milano, Roma e Napoli, no?

Punto sesto: ho bisogno di un caffè.

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