Intollerante ce sarai

Dai commenti al post precedente:

By Luca de Tommasi, March 13, 2012 @ 00:29

Io sono d’accordo con la Bindi. Detesto tutto di lei, ma su questo punto la penso come…Obama.

Cioè cos’è che detesti, esattamente?

Non sara’ mica omofobo anche Obama?

Certo che no, Obama è Dio, non può mica avere dei difetti.

Questa storia di affibbiare a tutti l’etichetta di “omofobo” mi ricorda quel simbolo cucito sui vestiti degli ebrei. C’e’ qualcosa di razzista in quest’attitudine di considerare intellettualmente inferiori tutti coloro che del matrimomio hanno una visione non conforme alla propaganda LBGT.

C’è invece qualcosa di particolarmente perverso (e mi trattengo dall’uso di termini più irrispettosi) nella tendenza a considerare intollerante chi dice omofobo agli omofobi, razzista ai razzisti, sessista ai sessisti e stronzo agli stronzi. Non si tratta – salvo casi particolari – di dare patenti di intelligenza. Si tratta di chiamare le cose con il loro nome: chi dicesse oggi che lo stato non deve riconoscere i matrimoni interrazziali sarebbe a buon diritto, dizionario alla mano, accusato di xenofobia. Per la stessa discriminazione, se basata sull’orientamento sessuale, si parla di omofobia. La tua opinione è legittima, ma è altrettanto legittimo che gli altri la considerino sbagliata, illogica e discriminatoria. Convincili del contrario.

Gli etero hanno il diritto di avere un’idea della societa’ nel senso descritto dall’art. 29 della Costituzione e ribadito in tutti i sistemi giuridici del mondo.

Punto primo, questo benedetto articolo 29 della Costituzione non parla di uomini né di donne. Punto secondo, se lo facesse sarebbe comunque sbagliato e da cambiare. Punto terzo, “tutti i sistemi giuridici del mondo”? Falso, punto.

Si, ci sono eccezioni:

Ah, ecco.

qualche Paese si e’ spinto nella direzione auspicata dagli omo, cioe’ nel non distinguere tra unione omosessuale e matrimonio eterosessuale. E allora? Chi vuole mantenere la distinzione pur riconoscendo i diritti omosessuali diventa automaticamente un omofobo?

Guarda, mi dispiace che la cosa ti turbi così tanto, ma purtroppo sì. Chi vuole mantenere la distinzione si definisce omofobo. Che ti devo dire? Usiamo un’altra parola? Vuoi essere un “distinguitore”? Un “omodifferenziante”? Non è un problema, giuro.

E l’Italia diventa un paese culturalmente sottosviluppato? Cattolico reazionario?

Diventa?

Forse gli Anglicani sono tutti progressisti rivoluzionari?

Forse quelli di Scientology sono tutti espressionisti permalosi?

Questo e’ qualunquismo con forti venature fasciste, cioe’ intolleranti.

Qui un’utile definizione di “qualunquismo”. Dell’accusa di fascismo e intolleranza a chi denuncia fascisti e intolleranti abbiamo già parlato.

Sarebbe veramente ora di finirla di dare del fascista omofobo a tutti quelli che non vedono la societa’ come la vedete voi. Soprattutto a quelli, come la Bindi, che si adoperano per affermarne i diritti.

Credo che nessuno qui abbia dato della fascista a Rosy Bindi, ma sono disposto a premiare la fantasia surrealista di chi volesse cimentarsi.

15 commenti - “Intollerante ce sarai

  1. Sì, ok, ma lì la questione è un’altra; che nella Divina Commedia, come in tantissimi altri testi più o meno antichi, ci siano tracce di omofobia, antisemitismo, superstizione e quant’altro è evidente, il problema è assegnare a questi elementi il giusto valore. In un testo come la Commedia l’omofobia ha un peso, in una dichiarazione politica del 2012 ne ha un’altro.

  2. Ogni cultura ha il suo giusto valore; nell’antropologia la definizione di famiglia è <>. Quindi è normale che ci sia molta confusione e ognuno cerca di tirare acqua al proprio mulino, seguendo percorsi politici, tradizioni, ideologie e spesso scimmiottando astratti ideali.

    Anche tu concordi sull’assegnare agli elementi il “giusto valore”; infondo un genitore pugliese è finito in carcere per uno scappellotto al figlio, episodio accaduto in una democrazia scandinava credo; un giudice italiano avrebbe dato un radicale e diametricalmente opposto valore alla questione.

  3. mi scuso! le apici utilizzate hanno annullato la citazione!: Istituzione fondamentale in ogni società umana, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale. Le funzioni proprie della f. comprendono il soddisfacimento degli istinti sessuali e dell’affettività, la procreazione, l’allevamento, l’educazione e la socializzazione dei figli, la produzione e il consumo dei beni. Tuttavia, malgrado la sua universalità, la f. assume nei diversi contesti sociali e culturali una straordinaria varietà di forme, sì da rendere problematico individuare un tratto distintivo che la caratterizzi in ogni circostanza.

  4. Thù, stiamo dicendo più o meno la stessa cosa: resta il fatto che una frase come quella della Bindi o come quelle del commentatore di cui sopra è omofoba, e qui e oggi questo non è accettabile.

  5. Quindi possiamo anche dire che quel genitore che ha tirato lo scappellotto al figlio è un mostro violento degenerato: qui e oggi.

  6. Un filo esagerato. Non ricordo i dettagli, ma in linea di principio, qui e oggi, le punizioni violente non sono accettate, no (poi invece purtroppo sì, ma è un altro discorso).

  7. Ok.. per stringerla breve vorrei dire che i confini del soggettivismo per questi temi sono molto labili.

    Ti propongo una cosa; digita “matrimonio” sul sito della Treccani. La prima definizione che ti da è: “matrimonio: Unione fisica, morale e legale dell’uomo (marito) e della donna (moglie) in completa comunità di vita, al fine di fondare la famiglia e perpetuare la specie”.

    poi digita “Marriage” nella più evoluta Enciclopedia Britannica: “marriage, a legally and socially sanctioned union, usually between a man and a woman, that is regulated by laws, rules, customs, beliefs, and attitudes that prescribe the rights and duties of the partners and accords status to their offspring”; noteremo in questo caso, oltre all’utilizzo di Usually, anche un altro genere di definizione. Tra l’altro la B.E. in qualche paragrafo successivo continua a dire: “By the 21st century the nature of marriage in Western countries—particularly with regard to the significance of procreation and the ease of divorce—had begun to change”.

    Guarda invece come Treccani tratta queste tendenze occidentali da 21° secolo: “In alcuni paesi del mondo è stata recentemente introdotta la possibilità di contrarre m. tra persone dello stesso sesso. La fattispecie, sovente inquadrata come esempio di negozio giuridico inesistente (➔ inesistenza), è inammissibile nel nostro diritto, in quanto urta contro il principio del m. come unione di un uomo e di una donna che fonda la «società naturale» della famiglia, principio accolto nell’art. 29 Cost. e ancor più esplicitamente in tutte le disposizioni legislative ove si parla espressamente di «marito» e «moglie(per es., art. 107, 108, 143, 143 bis, 294 c.c.). Di conseguenza, è vietata (circolare nr. 2 del ministero dell’Interno del 26 marzo 2001; circolare nr. 55 del 18 ottobre 2007) anche la trascrizione di un m. celebrato all’estero tra persone dello stesso sesso perché in contrasto con l’ordine pubblico interno”

    Cazzarola! Anche Treccani è omofoba.. eh si è proprio una congiura!

  8. Meno male che volevi farla breve :D
    La Treccani non mi sembra omofoba, cerca di spiegare perché il matrimonio omosessuale è al momento incompatibile con il nostro diritto: secondo me (e non solo me, ovviamente) sbagliando solo quando cita l’art.29 e la discutibile questione della “società naturale”.

  9. ma la definizione che da Treccani di matrimonio è tra uomo e donna al fine di fondare la famiglia. Non contempla l’unione tra gli stessi sessi.

  10. La soluzione a tutto è molto più facile.
    Ai cattolici reazionari non piace che un’unione civile fra persone (siano esse dello stesso genere o meno) sia chiamata matrimonio poiché è il nome di un loro sacramento. Ci può stare, anche se non sono d’accordo.
    Allora chiamiamo QUALSIASI unione civile fra due persone in un altro modo, chessò UNI.CIV. Si tratta, a norma di codice civile, di un contratto tra privati e che tale sia, che riconosca dei diritti a entrambi.

  11. concordo con le unioni civili. Non concordo sul fatto che ci siano solo i cattolici reazionari ad opporsi ai matrimoni tra omosessuali. Pensarla così vuol dire essere pessimi osservatori.

Commenta