Meglio contro la logica che contro la storia

Questo post è stato originariamente pubblicato su Libernazione, un blog canaglia come pochi.


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Che Varese abbia conferito, nel 1924, la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, non dovrebbe sorprendere i più. Il periodo era quello che era, la città doveva molto al duce, son cose che capitavano.

Non dovrebbe stupire particolarmente, in teoria – se non per i sessant’anni di ritardo – nemmeno la mozione presentata in consiglio comunale: revocare quell’onorificenza, “considerato il negativo giudizio storico, morale e politico condiviso sulla figura di Benito Mussolini”. Invece, come da tradizione, sulla questione già si litiga. Dato, però, che l’argomento è noioso e l’opinione in merito, qui, è probabilmente unanime, ci tenevo ad esaminare un altro aspetto della diatriba, che passo subito a illustrare.

“L’architettura del centro di Varese risale al periodo del fascismo e quindi revocare la cittadinanza a Mussolini sarebbe una decisione contro la storia”.

Questo splendido frutto del suolo patrio è Giacomo Cosentino, 25 anni, Pdl ex An, studente di giurisprudenza e finissimo intellettuale. In molti – ma sempre troppo pochi – ricordano la sua mesmerizzante intervista dell’anno scorso a Varese News, con perle come:

«C’è una perdita valoriale, essere moderno e trasgressivo vuol dire essere tradizionale. E tradizionale vuol dire essere trasgressivo, portare avanti i valori della destra, ma non solo. La destra si spende di più per questi valori, che però devono accomunare tutte le ideologie perché fondano la società. Diciamo che la destra si è fatta carico di difendere maggiormente questi valori, ed io mi sento di questa destra».

Ma torniamo a Mussolini.
Proposizione p1: “L’architettura del centro di Varese risale al periodo del fascismo”. Affermazione a dir poco pesante, ma diamola per buona.
Proposizione p2: “Revocare la cittadinanza a Mussolini sarebbe una decisione contro la storia”.

Secondo Cosentino, p1 implica p2. Se avete figli alle prime armi con la logica, proponetegli quest’esercizio: trovare l’insieme minimo di proposizioni da aggiungere a p1 per poter dedurre p2. Di seguito la soluzione:

Proposizione q1: “Mussolini era il capo del fascismo”.
Proposizione q2: “Il giudizio su tutta l’architettura fascista dipende dal giudizio sul fascismo”.
Proposizione q3: “L’architettura del centro di Varese è bella”.
Proposizione q4: “L’architettura del centro di Varese è ‘la storia’ di Varese”.

Questo è quanto Cosentino ha necessariamente sottinteso: tra le altre cose, implica logicamente che “il giudizio sulla storia di Varese dipende dal giudizio sul fascismo” e che “il fascismo è bello”. Tutto questo per poter affermare che la revoca “sarebbe una decisione contro la storia”, cosa di cui francamente solo uno come Cosentino potrebbe vedere la problematicità.

Ma il ragazzo non è solo. A dargli man forte c’è, per esempio, Andrea Porrini, Lega Nord:

“Il giudizio sui dittatori è un conto, altro è la cittadinanza onoraria a Mussolini che ha deciso per Varese capoluogo e Varese provincia. Dovremmo allora censurare chi, di recente, ha cercato in tutti modi di cancellare la nostra provincia”.

Sorvoliamo sul fatto che Porrini nega uno degli assunti del ragionamento cosentiniano e concentriamoci sul nuovo teorema:

1) Mussolini ha deciso per Varese capoluogo e provincia;
2) quindi la cittadinanza onoraria è giusta;
3) togliergliela vorrebbe dire negare che ci sia un parallelo tra supporto a Varese provincia e pubblico encomio;
4) ragionando così bisognerebbe censurare chi vuole cancellare Varese provincia.

Se non vi accorgete della contraddizione, fate bene a votare Lega. Va anche detto che il paradosso si risolve del tutto se si suppone che Porrini intendesse dire “invece” piuttosto che “allora”. Mi risulta che ai leghisti capiti spesso.

Un commento - “Meglio contro la logica che contro la storia

  1. Mi pare giusto, il giudizio sui dittatori è una cosa, la cittadinanza onoraria è un’altra. Mo non è che se Hitler ti presta 100€ non lo ringrazi perché nel tempo libero ha sterminato qualche ebreo. Vale il principio del “con me si è sempre comportato bene”.

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