Biblioteca – Ep.1

Questo post è stato originariamente pubblicato su Libernazione, un blog canaglia come pochi.


Prendetevi un po’ di tempo e mettete la Bibbia nella vostra lista delle letture estive. Provate a leggerla dall’inizio alla fine. Non perché insegni la storia; vi abbiamo mostrato che non lo fa. Leggetela perché vedrete coi vostri occhi di cosa si tratta. Di certo non è alta letteratura. Se fosse pubblicata come opera di fantasia, nessun recensore gli darebbe la sufficienza. Ci sono alcune scene intense e alcune frasi pregnanti, ma non c’è una trama, non c’è una struttura, c’è un’enorme quantità di riempitivi, e i personaggi sono penosamente monodimensionali. In ogni caso, non leggete la Bibbia per ricavare un codice morale: propaganda il pregiudizio, la crudeltà, la superstizione e l’assassinio. Leggetela perché abbiamo bisogno di più atei, e niente vi guiderà fin lì più in fretta che leggere la maledetta Bibbia.
(Penn Jillette)

Secondo i dati del Vaticano, i cattolici in Italia (nel senso di battezzati non morti (nel senso di non ancora morti, non di zombi (“Zombi cattolici” è una sceneggiatura che si scrive da sola))) sono intorno al 90% della popolazione. Quelli che si considerano “cattolici praticanti” (nel senso che mettono in pratica attivamente, non che stanno svolgendo un praticantato (“Praticanti cattolici”, comedy-drama pro-life, cinque amici in seminario, single-camera, traccia risate registrate)) sono stati variamente quantificati intorno al 30-40%. Quelli che vanno a messa almeno ogni domenica, 30%. Quelli che in un anno leggono almeno un brano della Bibbia, a voler essere molto generosi, il 27%. Ma quelli che la conoscono?

C’è poco da rimproverare: leggere la Bibbia è faticoso per chiunque. Certo, la Genesi e l’Esodo sono divertenti e ci hanno fatto una caterva di film; ma poi vengono Levitico, Numeri e Deuteronomio, che sono appassionanti come il codice civile (e infatti il codice civile non lo conosce nessuno). Voi l’avete mai visto un film basato sul Deuteronomio (o sul codice civile)? Ecco.

(CSI: Jericho. Vedi te se nel 2014 devo essere io a proporre tutto ciò.)

Ma la soluzione c’è e ve la propone a gratis il sottoscritto: la Bibbia a puntate. Tutto quello che vale la pena sapere, la bluffer’s guide perfetta per fare bella figura in società risparmiando tempo e noia mortale. Quando inizia? Subito.

Genesi 1

Il primo capitolo del più famoso libro del mondo entra subito nel vivo e non va tanto per il sottile. Prima di tutto Dio crea il cielo e la terra. Subito dopo, esclama “Sia la luce!” – ma Aioros – dite voi con la vostra vocina da primi della classe – non era meglio accendere prima la luce e poi creare – ma cari ragazzi, le vostre interessanti opinioni razionali fatele al corso di illuminismo ché qui non abbiamo tempo da perdere. A questo punto, Dio chiama la luce “giorno” e le tenebre “notte”. Ma la cosa gli porta via più tempo del previsto, e fu sera e fu mattina: primo giorno, e già indietro col lavoro.

Il secondo giorno Dio parte più convinto. Si guarda intorno e dice: “Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque”. Ha ancora le idee un po’ confuse, in effetti. Fa questo firmamento e separa le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento (Niente. Domande.). Comunque, sorvolando sulla questione delle acque, alla fine del secondo giorno è riuscito a chiamare il firmamento “cielo” (a sua parziale discolpa, anche a me capita di perdere una giornata per trovare un sinonimo).

Il terzo giorno, il creatore sta ancora pensando a quella storia delle acque. Le avrò separate bene? Basterà un solo firmamento, ce ne metto un altro? Alla fine decide di riunirle tutte insieme nel cosiddetto “mare”, come quando fate ordine nelle foto degli ultimi sei anni e finite per buttare tutto nella cartella Altro. Risolto finalmente l’annoso problema delle acque, Dio crea circa trecentocinquantamila specie vegetali in mezza giornata (perché quando non si perde nei dettagli è bravo).

Il quarto giorno Dio si alza di buon mattino e crea il sole e la luna, dopodiché dedica il resto della giornata a sincronizzarli esattamente con il giorno e la notte realizzati tre giorni prima (di solito gli ingegneri smettono di leggere qui).

Il quinto giorno si comincia a fare sul serio: vengono creati tutti i volatili e gli animali acquatici, compresi (testualmente) “i grandi mostri marini”. SPOILER ALERT: troppo interessanti, non li vedremo mai più. Il sesto giorno anche gli animali terrestri, e finalmente viene il turno dell’uomo e della donna. Dio crea l’uomo a sua immagine e somiglianza, lo mette a capo di tutti gli animali (l’ultimo figlio è sempre quello più viziato) e gli dice di andare e moltiplicarsi. L’uomo, in futuro, non se lo farà ripetere due volte.

(continua)

Commenta