Biblioteca – Ep.3

Questo post è stato originariamente pubblicato su Libernazione, un blog canaglia come pochi.


Genesi 3

Riassunto delle puntate precedenti: Dio crea l’uomo, gli mette affianco un albero proibito, e si aspetta che non accada nulla di male per l’eternità.

L’uomo e la donna sono in totale relax nel giardino di Eden: sono soli, in un’oasi mediorientale, presumibilmente immortali e – cosa più importante – senza un ufficio a Milano sud in cui tornare dopo le ferie. In questo splendido scenario irrompe un personaggio indimenticabile: il serpente, “il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto”.
Ma non è più furba la volpe? – chiederanno subito i miei ingenui lettori.
Sì.

Comunque, l’intrigante serpentello si avvicina alla donna (e non dovrei essere io a dirvi certi atei senza dio a questo punto cosa sono andati a pensare). Il serpente viene a sapere che Dio ha detto loro di non mangiare dall’albero proibito, altrimenti moriranno. Scuote la testa e dice alla donna, “Non morirete affatto [sottinteso, ‘imbecille’]. “Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male [sottinteso, ‘si chiama albero della conoscenza del bene e del male; quella materia grigia che hai intorno al cervello a quanto la vendi?’].

Tanto basta a convincere la donna; d’altronde anch’io perderei molto del mio scetticismo davanti a un serpente con una simile padronanza del congiuntivo. Prende una mela e la mangia; soddisfatta, ne offre un po’ anche al marito, che evidentemente è molto lontano dall’essere astuto quanto un rettile preistorico e partecipa senza dire né a né ba. Purtroppo però Dio diceva la Verità e in pochi istanti i due muoiono.

Ahah, NO. Si aprono gli occhi di tutti e due e si accorgono di essere nudi. Cioè, per essere chiari: il serpente aveva ragione e Dio aveva detto una balla. Sia messo agli atti. Proprio in quel momento arriva Dio, e i due si nascondono.

Dio: – Dove sei?
Uomo, sputtanandosi subito: – Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto.
Dio: – Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?

Possibili risposte migliori di quella data: 1) “Sì”; 2) “No, me l’ha fatto notare il serpente”; 3) “Non era esattamente un segreto impenetrabile”; 4) “Ho detto nudo? Volevo dire timido”; 5) “Evidentemente no, Signore, altrimenti SAREI GIÀ MORTO”.
Risposta data dall’uomo. Ve la ricordate? Tenetevi:

Uomo: – La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato.

oh-you-did-not

Dio santo solo a scriverlo mi sale la pressione. Di tutt’altra classe, ovviamente, la donna, che al “Che hai fatto?” di Dio risponde glaciale “Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato [sottinteso, ‘te invece preparati che quantevveroddìo ti rispondo a monosillabi per due mesi’].
E insomma, com’è come non è, la colpa di tutto quanto se la prende l’unico onesto dell’intera vicenda. Dio maledice il serpente, maledice la sua stirpe, condanna la donna a partorire con dolore, condanna l’uomo a lavorare nei campi, maledice i campi, dopodiché caccia tutti quanti dal giardino dell’Eden, ci mette le guardie, rompe tutti i giocattoli e si chiude in camera sua.

Almeno l’ha presa bene.

(continua)

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