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Ma cos’è, la settimana enigmistica?
Ehi, ma stavo dimenticando la cosa più divertente della settimana. In pratica, ad Aprile perquisiscono la cella della Nadia Lioce e trovano una busta, e sulla busta una scritta misteriosa di due righe:
…ne do…asco ne…
religios…
E cosa sono andati a pensare? Che si parlasse di Bagnasco. Un messaggio cifrato o qualcosa del genere. Busta sequestrata, tribunale, perizia calligrafica nei prossimi giorni, qualche reazione scomposta, e poi salta fuori l’inimmaginabile: la busta era dell’"Associazione Don Vasco Nencioni per la ricerca religiosa". Momenti che vorremmo non finissero mai.
Ora, ovviamente questa gente non ha mai visto un messaggio cifrato, non dico con l’AES a 128 bit, ma manco col cifrario di Cesare che è riportato pure dal Manuale delle Giovani Marmotte; tuttavia, a loro parziale discolpa, va detto che il messaggio un po’ ambiguo lo era. Insomma, son cose che capitano. Per dire, poco fa ho aperto un cassetto della mia scrivania e ho trovato un vecchio pieghevole. Non era stato conservato con molta cura, e si erano cancellate alcune parti del testo:
com… scienz…ta
…legge 40…
sc… di …
…are a vo…
Allora ho cercato di capire il messaggio originale: "com"… comunisti… probabilmente ancora le BR… "scienza"… la legge 40… si intravede un piano eversivo laicista… "sparare a Volonté"! Oh, mi stavo preoccupando, meno male che l’interno del volantino si leggeva bene e ho potuto scoprirne la provenienza, altrimenti ci scappava l’incidente probatorio.
Cultura vaticana
«un richiamo alla realtà e un invito ad abbandonare l’ideologia» (R. Pedrizzi, An)
«dobbiamo essere molto grati a monsignor Bagnasco per la sua testimonianza serena, equilibrata e fiduciosa espressa sul Family Day» (L. Capitanio Santolini, Udc)
«Il presidente della Cei affronta con grande lucidità i nodi più gravi della realtà italiana, alla cui soluzione politici di ogni parte devono contare anche sul rilevante apporto del mondo cattolico» (E. Carra, Margherita)
«Una volta di più la Chiesa ribadisce il suo ruolo di guida e punto di riferimento insostituibile all’interno del tessuto sociale italiano. Il linguaggio asciutto usato dal presidente della Cei rende impossibile qualunque mistificazione anticlericale» (I. Bertolini, Fi)
«i toni e non di meno i contenuti del discorso che riguardano il tema della laicità e del rispetto delle prerogative dello Stato dovrebbero essere colti anche dal fronte laicista come la spiegazione chiara e non ideologica del ruolo che la Chiesa va assumendo nel nostro Paese» (P. Castagnetti, Ulivo)
«Non c’è l’orgoglio da parte di chi vuole schierarsi nella lotta tra il bene e il male. Non alza steccati e incompatibilità, ha l’aspirazione di rivolgersi a tutti» (L. Turco, Ds)
«un segnale di saggezza, di rigore e di dialogo» (Rosy Bindi, critica letteraria vaticana indipendente)
Osannata dalla critica e apprezzata da tutti i principali recensori clericali del Parlamento italiano, è uscita ieri "Prolusione", l’opera prima di Angelo Bagnasco, giovane talento emergente nel panorama ecclesiastico italovaticano. Il breve e fulminante pamphlet, sotto l’aspetto di un insignificante documento interno della Cei, è una brillante e feroce parodia del papismo ruinista imperante, con le sue banalità buoniste, il suo anacronismo e il suo uso incerto delle virgole. Memorabile il paragrafo sul "Family Day", un’immaginaria manifestazione per la famiglia, organizzata in Piazza San Giovanni in Laterano dalle "principali aggregazioni laicali della Chiesa che è in Italia", e il cui numero di partecipanti, distintisi per "senso civico di rispetto degli altri, di proposta e di inclusione" era addirittura "oltre certamente il milione"!
E "Prolusione" di Bagnasco ha già fatto il pieno di consensi. Rosy Bindi (donna dalla doppia identità: apprezzabile Ministro delle Politiche per la Famiglia di giorno, Ms.Hyde cattolica di notte) ha dichiarato:
“Ha ragione Bagnasco, basta steccati tra laici e cattolici. Ma Pezzotta dovrebbe provare a dialogare con la Bonino e io magari con la Roccella. Trovo comunque la prolusione di Bagnasco un segnale di saggezza, di rigore e di dialogo”, ed ha poi aggiunto, “la politica del governo sta già lavorando alla soluzione dei problemi elencati dal presidente dei vescovi”.
Bagnasco primo ministro, dunque, ma sempre nell’immaginario universo letterario di "Prolusione" ovviamente.
Contemporaneamente, spinti da questa commovente dichiarazione, si sono effettivamente riuniti a Roma Emma Bonino, Savino Pezzotta, Eugenia Roccella e la stessa Rosy Bindi, affinché si compisse quanto profetizzato in Isaia 11,6 ("Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà". Chiaramente, il lupo è la Bonino, l’agnello è Pezzotta, il vitello è la Bindi, il leoncello la Roccella. Il fanciullo, con ogni probabilità, è il giovane Walter Veltroni, che guiderà costoro e tutte le persone di buona volontà che confluiranno nel Partito Democratico). Ecco come è andata.
Bindi, di buon umore: – Bè, eccoci qui. Allora, avrei pensato di fare così, io parlo con l’Eugenia e tu Livia parli con Pezzotta.
Bonino: – Mi chiamo Emma.
Bindi: – Emma, certo, scusa, ahah. Vi confondo sempre, voi due. Allora, Eugenia, mi pare che il Papa abbia ragione quando dice che
Bonino: – Io a questo signore qui non ho niente da dire.
Pezzotta, sbuffando: – Oh, certo, miss diecimila persone in piazza Navona non ha tempo per i comuni mortali, benone. Non si vuole ascoltare la voce del popolo, non…
Bonino: (si alza e cerca di andarsene)
Bindi: – Livia, aspetta! Liv… Emma! Aspetta un attimo! Ragiona! Superiamo gli steccati dell’ottocento e del novecento!
Due minuti dopo, Pezzotta e Roccella parlottavano allegramente in un angolo (Roccella: – Ahahah, ‘sti Radicali so’ troppo forti), mentre Bindi tratteneva Bonino con scuse puerili ("non vedi come piove?", o "la pena di morte! potremmo parlare della pena di morte, eh? che ne dici?").
Alle critiche laiciste sul mancato avverarsi della succitata profezia, Avvenire ha precisato che l’interpretazione di Isaia non poteva essere stata data da Ratzinger, che nel primo millennio avanti Cristo era ancora soltanto un finissimo teologo.
Yawn
Ho poca voglia di scrivere, diciamo che è un periodo un po’ strano.
- C’è l’Inter che vince scudetti: sono contento per gli interisti, ma lo spettacolo impagabile di questi giorni sono gli juventini. Si vede che dalla serie B la prospettiva è un po’ schiacciata.
- Ci sono le elezioni in Francia: bisogna fare il tifo. Quelli di sinistra devono tifare la candidata di sinistra, quelli di destra il candidato di destra. Il candidato di centro è stato segato, perciò quelli di centro devono darsi arie da esperti strateghi e dire eh, ragazzi, per vincere bisogna allearsi con il candidato di centro. E’ tutto così emozionante.
- C’è il Partito Democratico, che a guardare il congresso dei Ds ti sembra il partito dell’amore e della bontà, ti dici caspita, questi sono eroi, questi rinnoveranno la politica italiana. Ti dici, questi sono dalla parte dei più deboli, questi aiuteranno le vecchiette sole ad attraversare la strada e a riconoscere i ladri travestiti da impiegati dell’Enel, questi vogliono il progresso dell’Italia e dell’universo mondo. Cazzo, ti dici, magari fossero al governo, questi.
- C’è poi Boselli che di Pd non vuole sentir parlare, dice che è un compromesso storico bonsai. Ovvero, una cosa già vista, ma più piccola.
Lui invece ha altro in mente: rifare il Psi e prendere il 2%.
- Intanto Pannella, per questa cosa del Psi, è rimasto col cerino in mano ma fa finta di esultare. Situazione classica, tipo quando la tua ex si vede con un altro e sei contento per lei, oppure quando non ti vogliono alla festa delle medie e non importa, perché tanto avevi judo, ma se serve gli porti i dischi così possono ballare i lenti.
- C’è il limbo che non è più theologically correct. Dio è così buono, ma così buono, che i bambini non battezzati li mette in paradiso (bella Dio, sei un figo). E anche tutti quelli che non sanno chi sia Gesù, giustamente (mica è colpa loro), li mette in paradiso. E anche i peccatori, dopo un po’ di purgatorio, li mette in paradiso. E’ il caso di dire: troppa grazia. E c’è da chiedersi, alla fine della fiera, se qualcuno all’inferno ci finisce davvero, o se tra una ventina d’anni Dio si sentirà abbastanza buono da mandare tutto all’aria, borbottare un machissenefrega e voilà, todos caballeros.*
- C’è un vescovo che dice che siamo "terroristi dal volto umano". Bè, è grandioso, abbiamo un volto umano!
- Nel frattempo, a Genova qualcuno ha organizzato una fiaccolata in difesa della libertà di parola e di opinione. Quella dei laici? Quella degli omosessuali? Ahahah, ma no, voi terroristi siete proprio delle sagome: quella di monsignor Bagnasco.
Diciamo che è un periodo un po’ strano, va.
*Drammatizzazione. Il paradiso, il purgatorio, l’inferno e Dio potrebbero differire da quanto descritto. L’autore non crede che l’aldilà sia un luogo fisico o che Dio possa effettivamente borbottare.**
**Naturalmente, che Dio non possa borbottare non è mai stato definito come dogma, per cui mi aspetto grandi sorprese dalle nuove frontiere della ricerca teologica.



