Posts tagged: berlusconi
Fa difetto
“Sapete, ormai ho una certa età e inizio a dimenticarmi le cose. Stamattina ad esempio volevo farmi una ciulatina con una cameriera dell’albergo e questa mi ha risposto: ma presidente, l’abbiamo già fatto un’ora fa!”
(Silvio Berlusconi, 29/06/2010, São Paulo)
Di persone ancora capaci di scandalizzarsi per le barzellette di Berlusconi ne sono rimaste poche: se siete tra quelle, boh, buon per voi. Di persone incapaci di scandalizzarsi per i vari “no no taglio questa la taglio” e “no questa no” e “tranquillo presidente” dei “giornalisti” presenti, nessuno dei quali sembrava ricordarsi dell’identica battuta di un anno fa, e nessuno dei quali si è fatto problemi a trascurare sia la non-notizia della storiella sconcia sia la notizia-notizia della demenza senile del primo ministro, ce ne sono ancora molte. Se siete tra quelle, boh, buon per voi?
Meno male che Silvio c’è stato
(anche su Metilparaben)
"Sotto qua abbiamo scoperto trenta tombe fenicie del trecento avanti Cristo".
Un giorno, credetemi, ci riappacificheremo con la memoria di questi anni, e Berlusconi ci mancherà. Ma non soltanto per nostalgia o per l’innata umana tendenza a ricordare con affetto qualunque porcheria abbia infestato la nostra gioventù (lo Slime Pit dei Masters negli anni ’80, i Masters negli anni ’80, gli anni ’80): noi a Berlusconi saremo grati.
Gli saremo grati, certo, per averci regalato centinaia di momenti memorabili e di immagini senza tempo (Berlusconi che fa le corna, Berlusconi che fa cucù, Berlusconi fa la mitragliatrice, fa il dito medio, dà del kapò al tedesco, si intorta la finlandese, sgridato dalla regina d’Inghilterra, e mille altre avventure), e per averci in questo modo permesso per anni di parlare contemporaneamente di politica e di grandi stronzate.
Gli saremo ancor più grati per averci reso tutto più facile, prestando il suo stesso corpo alla rappresentazione fisica di tutto ciò che vedevamo di male nell’Italia e nell’italiano medio: l’ignoranza, la volgarità, la proverbiale italica furbizia (che è il nome che abbiamo dato al proverbiale italico disprezzo per la legalità), il maschilismo, le barzellette di merda, il clericalismo di convenienza, la mafia, i massoni, i post-fascisti, la canzone napoletana, il Milan. A tutto questo Berlusconi ha fornito una faccia, ha dato dei lineamenti che potevamo mettere a fuoco: ecco cosa stiamo diventando, dicevi guardando Berlusconi che raccontava una bellissima barzelletta sulle scorregge, e ti orientavi, ed era facile.
Ma soprattutto gli saremo grati per questi lampi di genio, queste preziose occasioni di capire come lavora la mente fervida di un corteggiatore «di buon gusto, di cultura e di eleganza» che non ha mai pagato una donna perché ama «il piacere della conquista».
Trenta tombe fenicie.
- Sai, erano proprio qui sotto.
- Davvero?
- Ti giuro. Proprio sotto all’attuale gelateria.
- Che posto pieno di cultura che è la tua villa, Silvio.
- La sai quella di Pierino, Obama e Putin che vanno al bagno?
Io naturalmente vivo in affitto a Milano e non sarei credibile se millantassi una cosa del genere, ma ho già riadattato la tecnica ("Sai, in questo letto ci è morta mia zia Assunta") e adesso spero che escano altre registrazioni perché ok i morti antichi, ok la proposta di cosa a tre con un’amica, ma io non mi sento sicuro, ho bisogno di altri consigli, di più buon gusto, di più cultura e di più eleganza. Aiutami Silvio, meno male che ci sei tu.
“Ah, mi perdoni, non avevo capito che lei è una baldracca”
(anche su Metilparaben)
«Certamente non ha bisogno che qualcuno gli porti le donne. Pensare che Berlusconi abbia bisogno di pagare 2.000 euro una ragazza, perché vada con lui, mi sembra un po’ troppo. Penso che potrebbe averne grandi quantitativi, gratis».
Devo dire che l’avvocato Ghedini, nella difficile situazione attuale, sta svolgendo un prezioso lavoro di demistificazione e di difesa del suo assistito. Qualche giorno fa ha chiarito che Berlusconi non sarebbe comunque punibile in quanto mero utilizzatore finale e soggetto inconsapevole, e in effetti se ci pensate è vero: se voi date delle feste in villa e un signore arriva ogni volta accompagnato da tre o quattro belle donne, e se voi a fine serata per non saper né leggere né scrivere proponete a qualcuna di queste di aspettarvi nel letto grande e quelle effettivamente lì vi aspettano, come potete sospettare che ci sia qualcosa di strano? Le utilizzate, le richiudete con cura e la prossima volta chiedete al vostro ospite dov’è che ne trova di così saporite.
Poi ha spiegato che Berlusconi non ha di certo bisogno di pagare 2000 euro una ragazza perché potrebbe averne grandi quantitativi gratis. Voi magari pensavate che il premier fosse il tipo che lontano dalla moglie organizza feste con costose escort, costose ragazze immagine, costose ballerine di flamenco, minorenni che comunque un collier e una foto autografata se li portano a casa e – cosa più grave di tutte – Apicella in presenza delle suddette minorenni. E invece così non può essere, perché Berlusconi non pagherebbe mai migliaia di euro per una ragazza: non quando poi ogni giorno le agenzie di casting gli mandano container pieni di campioni omaggio da utilizzare preferibilmente entro la settimana successiva, tant’è che è costretto a rimandarne indietro grandi quantitativi che altrimenti finirebbero per andare a male.
Vorrei anch’io un avvocato come Ghedini a difendermi. "Queste accuse sono del tutto infondate, ma se anche fossero fondate Aioros non sarebbe punibile in quanto completamente idiota". "No, caro signore, Aioros non ha mai rigato il suo Suv con un mazzo di chiavi, anche perché otterrebbe un risultato molto migliore con meno fatica usando l’apposito coltellino che porta sempre in tasca quando esce di casa". "Ma no che non voleva offenderla, signorina, ma se Aioros non avesse per le donne il grande rispetto che in effetti ha, crede forse che avrebbe rivolto la parola ad un cesso ambulante quale lei in effetti è?". La mia vita sociale potrebbe migliorare.
Alpha dog
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Buon 27 Aprile
(anche su Metilparaben)
Finalmente è passato il 25 Aprile, la festa più stressante dell’anno: non soltanto per le famiglie numerose che organizzano la maxi-scampagnata in pineta con amici, pallone e pasta al forno*, ma anche e soprattutto per le persone sane di mente.
Perché noi persone normali, noi gente che lavora, noi cittadini moderni, insomma noi parte sana del Paese, del 25 Aprile siamo stufi. Ogni anno, alla terza settimana del mese, inizia puntuale la solita solfa: ma Berlusconi dove va, ma allora è fascista, ma a Milano hanno fischiato il sindaco, ma La Russa è proprio brutto forte**, e via dicendo. E allora diciamolo una volta per tutte: la gente è stufa. Siamo nel 2009, il fascismo è finito tantissimi anni fa e nessuno si ricorda più com’è iniziato, vogliamo finalmente metterci una pietra sopra? Invece no, voi vivete nei ricordi, voi siete rimasti al comunismo, questa è la verità. La verità è che il 25 Aprile non serve più. Noi siamo liberi dai fantasmi del passato.
Berlusconi: ogni anno volete sapere dove va Berlusconi. Ma dico, ormai lo conoscete, è quasi un ventennio che comanda l’intero Paese, a lui la festa non piace, saranno pure cazzi suoi? Invece no, voi dovete insistere, voi dovete per forza dire che siccome rappresenta l’Italia e l’Italia è antifascista e si festeggia la liberazione dal fascismo allora lui per qualche strano collegamento di idee dovrebbe andare a trovare i vecchietti col cappello buffo, e magari giocare con loro a bocce e passare le giornate ad osservare i lavori nei cantieri. Ma forse voi non avete capito che la gente seria lavora, la gente seria ha altro a cui pensare.
Ma voi no, voi siete lì a lamentarvi, "ooh, il sindaco di Milano non si è fatto vedere, ma com’è possibile, e dire che Milano ha anche vinto la medaglia d’oro della resistenza alle olimpiadi del 72". Ma santo cielo, basta, ancora con questa storia, è quasi un ventennio (sempre lo stesso ventennio di prima) che a Milano comanda la destra e voi ancora dovete farvene una ragione? Sì, certo, "fascisti", è sempre così. Uno carica i rifugiati e gli date del fascista. Uno cerca di vietare gli assembramenti sediziosi fuori dai ritrovi etnici e gli date del fascista. In questa città andrà a finire che daranno del fascista anche a chi fa le ronde.
Buon 27 Aprile, perché la Liberazione è una divisione del passato. I repubblichini e i partigiani, alla fine, erano tutti uguali, si sa che la storia la scrivono i vincitori, e oltre al fatto casuale che abbiano vinto gli Alleati non abbiamo nessun altro parametro etico per distinguere i nazifascisti autori di rastrellamenti, deportazioni, torture e genocidio dai partigiani che con la scusa di liberarci dalla dittatura hanno ucciso decinaia e decinaia di persone, hanno preso dagli americani parole come "cingomma" e hanno composto tutte le canzoni dei Modena City Ramblers.
«Ci sono state differenze anche se la pietà deve andare anche a coloro che credendosi nel giusto hanno combattuto per una causa che era una causa persa». E anzi, non vi sembrano già più simpatici, questi ragazzi di Salò, inguaribili sognatori, impegnati fino all’ultimo in una causa persa? Non sono forse uomini anche loro? Non sono, a loro modo, degli eroi?
A noi il 25 Aprile non serve. Siete voi che siete arretrati, che pensate ancora a Mussolini, all’uomo della Provvidenza, ai Patti Lateranensi, ma cos’è questa roba, ma vivete nel presente, ma venite su Facebook. La Gelmini ha detto che “l’insegnamento della religione deve avere la stessa dignità delle altre materie”: anzi, poiché “ha una valenza educativa maggiore di altre discipline”, “deve assumere ancor più una valenza centrale”. Questa è una cosa bella, perché l’ora di religione è utile, l’ora di religione unisce invece di dividere***.
Buon 27 Aprile, perché siamo nel terzo millennio e della storia di cent’anni fa non ce ne frega niente. E no, il fatto che la gente ritenga normale dare fuoco a un barbone, o dare fuoco a un campo rom, o dare fuoco ad una casa di immigrati dopo una rissa provocata dall’aver pisciato nei loro fiori non ha niente a che fare con tutto ciò.
L’unica liberazione che vorremmo, il 25 Aprile, è quella dai disfattisti che gridano al regime solo perché non c’è opposizione, solo perché metà dei ministri sono burattini nelle mani del premier, solo perché il Parlamento è svuotato delle sue funzioni. Quelli che si scandalizzano se in televisione si mette il bavaglio a Silvan. Silvan. Ma diciamoci la verità, ma chi cazzo è Silvan? Ma quanti anni ha, ma chi se lo ricordava? Ma fatemi il favore, ma venite su Facebook.
——–
* Noi in famiglia facevamo queste scampagnate, tanti anni fa, in cui partivamo in trenta persone con sei macchine, cinque teglie di pasta al forno, due di lasagne, due di tortellini, sei chili di carne, trenta sedie e dodici sgabelli, tre tavoli, cinque palloni da calcio di cui due Super Santos, tre nonni e un ciccione.
** Ogni riferimento a fatti orribili o persone bruttissime realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.
*** Unire, unire è importante. Io mi ricordo che quando mandarono via Don Mario, che era uno che ai suoi ragazzi si univa moltissimo, arrivò il prof. Magni, una persona buonissima, gentilissima, dolcissima, che non alzava mai la voce, e ricordo benissimo che quando lui spiegava eravamo tutti uniti, tutti come una sola cosa, tutti insieme perfettamente uniti a passeggiare nei corridoi della scuola.
Attenzione, contiene cattivo gusto e disfattismo
Giunti a questo punto avrete probabilmente realizzato anche voi che l’unica via di uscita per il centrosinistra è la morte di Silvio Berlusconi. Metto subito le mani avanti, perché su internet ormai ci sono quasi più giornalisti sensazionalisti che adescatori pedofili e non si è mai abbastanza prudenti: non gli auguro la morte, e anzi credo di parlare a nome di tutti quando dico che nel tempo ci siamo tutti profondamente affezionati al viscido, disgustoso ometto di plastica, simbolo di tutti i mali nonché padrone di tutti i beni della nostra nazione, al punto che una sua eventuale dipartita rattristerebbe enormemente tutti i festeggianti. Ciò nonostante, ora che il principale partito di sinistra della storia repubblicana sta per essere consegnato inerme nelle mani di Dario "ma chi, io?" Franceschini, non si può che prendere onestamente atto della cosa: niente sinistra al governo finché Berlusconi non tira le cuoia. Quando succederà (perché comunque succederà, salvo grosse novità dalla medicina tricologica), il Pdl sarà azzerato e di Gasparri resteranno solo macerie.
Ora, nell’attesa del triste evento, al centrosinistra non resta che organizzarsi per tempo. L’aspetto più entusiasmante del dibattito di questi giorni è sicuramente l’assenza di qualsiasi riferimento a quello che una volta si chiamava "programma". Le domande finora sono: è meglio dare l’incarico a Franceschini o fare le primarie subito? Bisogna tenere Rutelli o allearsi con Vendola? Bersani è la scelta giusta o serve un volto nuovo, magari un quarantenne che potrà rappresentare la generazione dei ggiovani vincenti nel 2019? Io credo ancora di esprimere un desiderio collettivo quando immagino l’ultimo degli stronzi alzarsi durante l’Assemblea di sabato, rispondere a tutte queste domande con "Ma se nessuno di questi propone qualcosa di concreto in base a cosa dovremmo decidere, all’aderenza delle loro proporzioni al Canone di Policleto?", scoprire che non solo nessuno dei 2800 delegati ha mai sentito nominare Policleto ma che dalla seconda fila in poi sono tutte sagome di cartone, essere eletto segretario dai quattordici presenti, svegliarsi tutto sudato durante l’intervento di Livia Turco e scappare urlando facendosi strada tra le sagome.
Quindi l’idea è questa, si prende, che so, Franceschini, e gli si dice, Franceschini, economia: che vuoi fare? Vuoi alzare le tasse qua, vuoi tagliare là, dicci te. Unioni civili: che vuoi fare? Vuoi fare una legge, vuoi cercarle sul vocabolario, decidi e facci sapere, eccetera. Poi si piglia Bersani e si fa la stessa cosa. Poi Rosy Bindi, la Finocchiaro, Chiamparino, Jovanotti, il Mago Otelma, Dodò e Fassino. Si fa una grande tabella dove si scrivono tutte le varie posizioni. Il cittadino le vede tutte, le confronta agevolmente e il giorno delle primarie può in piena coscienza restare a casa ad aspettare pazientemente il triste evento.
Raccogliete le firme per fermarlo
Dal momento che qualche mese fa, quando Berlusconi lanciò la cagata della raccolta firme contro Prodi, dissi chiaramente ad amici e conoscenti vari che era una cosa ridicola e inutile, che era bassa politica, che era una bambineria e che dal principale partito dell’opposizione – un partito a vocazione maggioritaria e a cui non mancano certo i mezzi e le persone – ci si aspetterebbe un’iniziativa politica appena appena più raffinata di EHI, FIRMA LA PETIZIONE CONTRO IL GOVERNO, vorrei essere oggi del tutto imparziale e dire altrettanto chiaramente: Walter, dio cristo, pensa alle cose serie.
Ma non c’è un’opposizione decente in questo paese?
Ora anche Ratzinger si fa dettare l’agenda da Berlusconi.
Ingerire per ingerire
Berlusconi alla messa per l’inaugurazione del nuovo campanile. Berlusconi che "rifiuta cortesemente la comunione" al vescovo manco fosse una tartina ("ostia, signori?" – "no, grazie: ne avete champagne?"). Berlusconi che chiede al vescovo di cambiare la regola sui divorziati (l’ennesima legge ad personam nascosta sotto l’interesse collettivo, Walter, digli qualcosa), realizzando quello che i più consideravano impossibile, ovvero l’ingerenza dello Stato Italiano sul diritto canonico. Il vescovo che gli risponde "lei che ha potere, si rivolga a chi è più in alto di me" – un po’ come nella famosa barzelletta – confermando quello che i più avevano già intuito, ovvero la fusione delle gerarchie vaticane e statali in un’unico grande intreccio in cui il Presidente del Consiglio è al di sopra dei vescovi ma al di sotto del Papa. Un senatore sarà più o meno importante di un cardinale? Aboliremo il canone 915 con un decreto legge? Berlusconi Papa? Dov’è Francesco D’Agostino quando serve?
Il Popolo della Libertà: frasi da ricordare
"Non abbiamo più bisogno di legittimazioni. Sanno cosa possiamo dare. Siamo come la vecchia Dc, che non doveva spiegare da che parte stava." (Silvio Berlusconi, 07/06/2008)
Quindi per due anni e dieci mesi è tutta roba sua
“Dopo due mesi quei rifiuti diventeranno miei e se saranno ancora lì la responsabilità sarà mia” (Silvio Berlusconi, 31/03/2008)
"Il piano è il meglio che si può fare, non certo in tempo breve, ma nel giro di tre anni" (Silvio Berlusconi, 30/05/2008)
Fate largo, arrivano i liberali
"Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti, l’ho fatto in rispetto alla Ue. Ma attenzione, se si mettono a zignare potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. E’ una minaccia, non una decisione." (S. Berlusconi, 29/04/2008)
Alitalia comprata dalle Fs. La mente vacilla.
Guinness dei primati
Poco più di ventiquattro ore tra l’elezione e la prima figura di merda internazionale.
Nel caso servissero conferme
E tanto per rimanere in tema:
"E’ una delle bugie di Veltroni. Non ho mai chiesto a Di Pietro di fare il ministro dell’Interno. Ero andato con l’intenzione di chiederlo, ma non l’ho fatto". Lo afferma Silvio Berlusconi durante la registrazione di "Porta a porta", ribadendo che a suo avviso Di Pietro rappresenta "il peggio del peggio del peggio".
Ora, facciamo così, io non dico niente (al di là del fatto che comunque, se sei andato con quell’intenzione, si vede che all’epoca la pensavi un filino diversamente, ma comunque, dicevo). Voi andate sul sito del Corriere, premete in alto a destra su Archivio Storico, cercate le parole berlusconi e di pietro, all’incirca tra il 4 e il 10 maggio del 1994, e vi date una lettura. Se avete voglia. Sennò fidatevi: quest’uomo è un comprovato cazzaro.
Grandi momenti nella vita politica di una nazione
«Mi rivolgo al ministro della Pubblica Istruzione perché sottoponga a custodia sicura le carte che riguardano la sua laurea e al Ministero della Giustizia perché faccia lo stesso. Di Pietro non ha mai presentato il diploma originale di laurea ma solo certificati diversi uno dall’altro per data degli esami e per voti ottenuti. Faceva la mia stessa università ma giocava a calcetto la sera e nel week end andava a sciare. Lavorando è impossibile che uno così possa finire l’università e prendere i 28. È un bugiardo».
Il Popolo della Libertà: frasi da ricordare
Rubrica di supporto agli elettori (ma soprattutto alle elettrici) indecisi/e.
«Dovrebbe cercarsi magari il figlio di Berlusconi o di qualcun altro che non avesse di questi problemi. Questo lei, col sorriso che ha, potrebbe anche permetterselo». (Silvio Berlusconi, 12/03/2008)
«Probabilmente voterò per il Pdl». (Perla Pavoncello, 13/03/2008)
«Usate i camper, andate porta a porta, cercate il contatto diretto con la gente. Andate a parlare con il prete, col farmacista, col medico… io ho ottimi rapporti con i farmacisti e non certo perché compro da loro il Viagra». (Silvio Berlusconi, 13/03/2008)
«Essere considerati un referente di rilievo anche in una campagna elettorale in fondo ci inorgoglisce: è un riconoscimento del nostro ruolo all’interno della società». (Giacomo Leopardi, 14/03/2008)
«Hanno detto che sono ammalato e non è vero, hanno detto che ho candidato delle soubrette, ma io con le soubrette farei altre cose anziché metterle in lista». (Silvio Berlusconi, 16/03/2008)
Se tanto mi dà tanto, avremo il comunicato di ringraziamento delle soubrette in mattinata.
Il Popolo della Libertà: frasi da ricordare
Rubrica di supporto agli elettori indecisi: perché sì, ok, son cose risapute ed è inutile scandalizzarsi, ma magari c’è qualcuno che non lo sa.
«Noi dobbiamo fare una campagna elettorale e si deve vincere. L’editore Ciarrapico ha giornali importanti a noi non ostili ed è assolutamente importante che questi giornali continuino ad esserlo visto che tutti i grandi giornali stanno dall’altra parte» (Silvio Berlusconi, 11/03/2008)
