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Esercizi di logica
"Il professor Veronesi ha detto a tutti i credenti che siamo persone che non ragionano. Se davvero così fosse, allora affermerei che anche Umberto Veronesi è un religioso, poichè in queste dichiarazioni non è riuscito a ragionare".
Caro, caro Daniele Venturi, presidente dell’associazione nazionale Papaboys. Tu non leggerai mai queste mie due righe, eppure vorrei poterti raggiungere e sussurrartele, e poi ripeterle perché la prima volta non le avrai capite. Se A implica B, e A, allora B. Se A implica B, e non B, allora non A. Immagina, Daniele – ché l’immaginazione, sono certo, non ti manca – che io sia lì di fronte a te, e che ti dica: tutti gli spinterogeni non sanno volare. Mi risponderesti, mio buon Daniele, con la stessa convinzione, che allora anch’io sono uno spinterogeno?
Ma tu non sai di cosa sto parlando, amico mio. Non importa. Torna a presiedere i Papaboys. Ecco, tieni. E’ una palla.
I grandi successi nella mediazione tra laici e cattolici – Pt. 2
«Gli ex diesse fanno fatica a capire. Quelli che per noi sono passi da gigante, come i passi in avanti fatti sul testamento biologico, per loro sono passettini. Noi non abbiamo una tradizione socialdemocratica o comunista. Non facciamo parte di un filone culturale: noi abbiamo due appartenenze: una alla Chiesa, l’ altra alla politica. Per me, come per Franceschini, per tutti noi cattolici, insomma, il vero "capo" è lui: il Papa. Per noi è il vicario di Dio in terra, e questo gli ex diesse dovrebbero alla fine comprenderlo» . (Pierluigi Castagnetti, 25/03/2009)
Non discutere mai con un cretino
Vorrei dire questa cosa nel modo più chiaro possibile: se la Chiesa Cattolica vuole scomunicare i medici che procurano l’aborto di una bambina stuprata o dichiarare che è stato appena inaugurato a grande richiesta un girone dell’inferno destinato a ricevere tutti coloro che mettono lo spazio prima della virgola invece che dopo, ha il diritto di farlo. Lo dico a tutti i mangiapreti scandalizzati: quello del non credente che vorrebbe che la Chiesa si accorgesse dell’assurdità della cosa e cambiasse idea sull’argomento è un problema di prospettiva: non si può fare affidamento sulla razionalità di un gruppo di persone che crede nella resurrezione dei morti.
- Noi Testimoni di Geova crediamo che dopo la morte 144.000 persone andranno in cielo affianco a Gesù, mentre gli altri cento miliardi si risveglieranno sulla terra rinnovata e lì vivranno felicemente in eterno.
- Capisco.
- E siamo contrari alle trasfusioni di sangue.
- Ma ciò è irrazionale!
Capite bene che non funziona. Quella che avete davanti, di fatto, è un’associazione di buffi visionari. I capi di questa società indossano lunghi abiti premaman e ritengono che usare il preservativo sia immorale ma misurare giorno per giorno l’elasticità del muco cervicale vada benissimo. Pretendere dal loro capo una dimostrazione di buon senso è come chiedere a un neonato di parlare più chiaramente: vi guarderà come una mucca guarda un treno che passa e vi rigurgiterà metaforicamente sulla giacca nuova facendovi fare brutta figura con la tipa che dovevate incontrare in serata.
Ma il discorso vale anche per i sedicenti cattolici che non sono d’accordo con il Papa (salve, buffi visionari dallo spazio): io non vi capisco. La regola del club è molto chiara: "Can. 1398 – Chi procura l’aborto ottenendo l’effetto incorre nella scomunica latae sententiae", punto. Non vi piace? Non siate cattolici. Siate protestanti. Siate una nuova chiesa protestante che si differenzia da quella cattolica perché ritiene che le bambine violentate possano abortire (e giacché ci siete, consiglio anche di rivedere la faccenda del muco cervicale).
Quello che invece non molti hanno sottolineato è la differenza nell’atteggiamento delle buffe gerarchie in Brasile e in Italia. In Brasile, come in Colombia o dovunque i sacerdoti colorati ritengano di tenere ancora per le palle la popolazione, non mancano mai dichiarazioni fiammeggianti tipo "quando una norma promulgata da legislatori umani va contro la legge di Dio perde qualsiasi valore", "meglio pedofilo che medico abortista" o "in questo quartiere gay fa un freddo cane: io ho portato un po’ di legna". Dalle nostre parti, invece, a meno che non vengano direttamente interpellati, i cacasotto si esprimono con molta più prudenza su certi argomenti. E allora da noi gli omosessuali sono brave persone che tutt’al più non devono potersi sposare, altrove sono peccatori che devono essere perseguiti a norma di legge. Da noi di contraccezione non parlano più, ma andate a toccargli le Filippine e vedrete come si incazzano.
E nonostante questo, in Brasile c’è un Ministro della Sanità che si è detto scioccato dalla posizione "estremista, radicale e inopportuna" della Chiesa. C’è una direttrice di ospedale che si dice contenta di essere stata scomunicata. C’è un Presidente della Repubblica che dice che "la medicina è su questo punto più corretta della Chiesa". Da noi?
Vita a oltranza
Non è esattamente come la mette giù Repubblica: l’articolo di Lucetta Scaraffia sull’Osservatore Romano non è così drastico, almeno in apparenza, e si tiene sul vago, più che altro per prudenza. Ciò nonostante, è pieno di idiozie disgustose: la ragazza ha del talento.
"La giustificazione scientifica di questa scelta risiede in una peculiare definizione del sistema nervoso, oggi rimessa in discussione da nuove ricerche, che mettono in dubbio proprio il fatto che la morte del cervello provochi la disintegrazione del corpo."
Niente, a questi gli devi disintegrare il corpo coi raggi fotonici o non si convincono che è morto per davvero. Questi qua se voi prendete un cadavere fresco dall’obitorio, gli staccate il cervello e lo attaccate al respiratore artificiale, vedono che respira e gridano al miracolo.
"Come dimostrò nel 1992 il caso clamoroso di una donna entrata in coma irreversibile e dichiarata cerebralmente morta prima di accorgersi che era incinta; si decise allora di farle continuare la gravidanza, e questa proseguì regolarmente fino a un aborto spontaneo. Questo caso e poi altri analoghi conclusi con la nascita del bambino hanno messo in questione l’idea che in questa condizione si tratti di corpi già morti, cadaveri da cui espiantare organi."
E allora diciamo no! Non sono corpi già morti, cadaveri da cui espiantare organi, esseri inanimati da buttare via: le femmine morte possono ancora essere delle ottime incubatrici!
"Il rischio di confondere il coma (morte corticale) con la morte cerebrale è sempre possibile."
A quanto pare, è ancora più facile per certa gente confondere il coma con la morte corticale.
"Queste considerazioni aprono ovviamente nuovi problemi per la Chiesa cattolica, la cui accettazione del prelievo degli organi da pazienti cerebralmente morti, nel quadro di una difesa integrale e assoluta della vita umana, si regge soltanto sulla presunta certezza scientifica che essi siano effettivamente cadaveri."
Cioè non si regge affatto, perché non esiste in questo universo qualcosa come la "certezza scientifica che essi siano effettivamente cadaveri", per il semplice motivo che stiamo discutendo proprio della definizione di cadavere. D’altronde va riconosciuta una certa coerenza: se non si può toccare un ovulo fecondato – che ha l’attività cerebrale di un’omelette – non si capisce perché si dovrebbe poter aprire e svuotare un omone grande e grosso solo perché ha l’EEG piatto.
"L’idea che la persona umana cessi di esistere quando il cervello non funziona più, mentre il suo organismo – grazie alla respirazione artificiale – è mantenuto in vita, comporta una identificazione della persona con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica".
Vero. Molto meglio, per la dottrina cattolica, identificarla con la possibilità tecnica di essere mantenuto artificialmente in vita. E’ persona finché ha funzioni vitali, anzi no, è persona finché si riesce a pompare aria nei polmoni, anzi no, è persona finché riusciamo a legarlo con dei fili e muoverlo dall’alto come una marionetta.
Fate così, prendete una di queste persone e fatele una semplice domanda: se un uomo viene tagliato in due all’altezza dell’ombelico, quale delle due metà è ancora la stessa persona di prima e quale è inanimata? Ovvero, dove sta l’anima? Vi risponderà: nella metà superiore. Chiedetele perché.
Senza vergogna
"Eluana potrebbe anche svegliarsi, così, da un momento all’altro".
Sarebbe bello prendere Rocco Buttiglione dal suo mondo fatato in cui nessuno sente il bisogno di pensare prima di parlare, portarlo in clinica, fargli vedere e conoscere uno per uno i genitori, i parenti, i medici e gli infermieri che per sedici anni hanno assistito Eluana Englaro, riunirli tutti in uno stanzino che odora di disinfettante e dirgli dai Buttiglione, digli quella cosa che hai detto stamattina al giornalista. Se hai il coraggio.
Gomito a gomito con l’aborto
Buongiorno, sono anestesista e buon cristiano, ma per lei farò due eccezioni.
I soliti
- «Eluana è ancora una ragazza in vita, il coma è una forma di vita e nessuno può permettersi di porre fine a una vita personale.»
Si potrebbe pensare che monsignor Fisichella sia contrario all’espianto degli organi, dato che lo stato di morte cerebrale – sorpresa, sorpresa – è una forma di vita. Si potrebbe pensare che monsignor Fisichella sia uno che si nutre soltanto di flebo e pillole, dato che animali e piante – ok, questo è meno sorprendente – sono forme di vita; certo, lui ha detto "vita personale", e le piante non ce l’hanno: ma è anche per questo che lo chiamiamo "stato vegetativo". Si potrebbe pensare che monsignor Fisichella è un esponente della Chiesa Cattolica, che è contraria alla soppressione di una vita per principio, se non fosse che il Catechismo della Chiesa Cattolica non si dichiara pregiudizialmente contrario neppure alla pena di morte.
«Profondo stupore per come sia possibile che il giudice si sostituisca in una decisione come questa alla persona coinvolta, al legislatore perché non mi risulta che in Italia ancora ci sia una legislazione in proposito, e anche soprattutto ai medici che hanno competenza specifica del caso».
E invece niente, monsignor Fisichella è solo uno che parla a vanvera.
Il giudice si è sostituito "alla persona coinvolta"? Monsignore, scusi se metto in dubbio la sua lucidità mentale e se mi permetto di ricordarle un dettaglio che dovrebbe essere ovvio, ma non vorrei che ci fosse un malinteso di fondo a minare il già precario dialogo tra scienza e fede: la persona coinvolta È INCOSCIENTE DA SEDICI ANNI.
Poi, certo, il problema è che il giudice si è sostituito alla persona, al legislatore e ai medici. Infatti sappiamo bene che monsignor Fisichella non avrebbe avuto un cazzo da dire se Eluana in persona avesse chiesto l’eutanasia, o se il legislatore avesse legiferato in materia o se i medici si fossero dichiarati disponibili a interrompere l’assistenza.
Legislatori: – "Monsignor Fisichella, dato che Eluana Englaro ha dichiarato espressamente di voler morire e i suoi medici sono tutti d’accordo e disponibili all’intervento, avremmo pensato, in quanto legislatori, di varare rapidamente una legge moderna e liberale su eutanasia e testamento biologico".
Fisichella: – "Oh, bè, quand’è così…"
- Ma ecco che don Roberto Colombo, dall’alto della sua cattedra alla Cattolica di Milano, interviene con una rivelazione sconvolgente: «La sentenza, se sarà eseguita, è di condanna a morte certa della ragazza». Oh, perbacco, questo è un problema a cui non si era pensato.
- «È l’ennesima pessima ingerenza su temi, come la vita e la morte di una persona, che certo non possono essere regolamentati da un organo giudiziario». È Luca Volontè, la miglior mente prodotta dall’Udc dai tempi di Buttiglione, per l’occasione aiutato da qualcuno nel posizionamento delle virgole. Un organo giudiziario non può regolamentare la vita e la morte di una persona. Bene, onorevole, chi allora? Non si agiti, si prenda tutto il tempo che vuole.
- Poteva mancare Eugenia Roccella? «Penso che questa possibilità derivi dalla sentenza della Cassazione che ha stabilito criteri sorprendenti e inquietanti: si può decidere di interrompere una vita umana sulla base della ricostruzione di una volontà presunta, desunta da dichiarazioni generiche, legate a carattere e stile di vita».
Bè, Eugenia, sfondi una porta aperta. È terribile che una scelta così importante debba essere presa in base a dichiarazioni più o meno certe, a opinioni più o meno precise, a impressioni più o meno verificabili. Eppure, Eugenia, mi pareva che fossi tu a dire che "non c’è bisogno" di una legge sul testamento biologico.
- Non capisco, c’è qualcosa che non va in questa gente. Voglio dire, quello che i cattolici cercano di dirci è che non si può interrompere una vita umana, perché la decisione spetta a Dio. La cosa dovrebbe funzionare così: Dio prevede per te una data di morte, ma non te la dice e la mette in una busta sigillata in presenza di un notaio. I suoi seguaci non la conoscono, ma la approssimano con alcune regole: se muori di vecchiaia, Dio ti ha concesso di vivere a lungo. Se muori di lunga malattia, Dio ha voluto metterti alla prova. Se muori di malattia fulminante, il Signore ti ha improvvisamente chiamato a sè. Se ti sparano, Egli ha guidato il proiettile. Se stacchi una spina, stai barando. Il Signore, a quanto pare, non sa usare l’alimentazione elettrica.
Padroni in casa propria
Vedo che da più parti si attacca il vescovo di Padova, Antonio Mattiazzo, colpevole di aver allontanato dalla chiesa Gianni Biasetto, il giornalista che firmò lo scoop su Don Sante Sguotti. Si fa della facile ironia e si getta del fango su una persona che svolge con serietà e cristiana dedizione il suo lavoro, basandosi su una ricostruzione parziale e senza conoscere i dettagli, come da tradizione anticlericale.
Ebbene, io dico, guardiamo i fatti: punto primo, è vero, il giornalista è stato cacciato. Ma non è specificato il perché. Per quanto ne sappiamo Biasetto può essere stato colto mentre regalava caramelle di eroina ad un bambino disabile, o peggio ancora poteva essere un noto laicista – certo, lui si definisce cattolico, ma chi non lo fa oggigiorno?
Punto secondo, è innegabile che in quel momento in chiesa fosse il vescovo a comandare. Chi di voi non ha mai gentilmente accompagnato alla porta un ospite indesiderato, un imbucato o un paio di Testimoni di Geova? E se qualcuno vi avesse detto che non è giusto e che in casa vostra dovete accogliere chiunque, cosa avreste risposto? Io stesso ho visto con i miei occhi degli atei relativisti negare a un volenteroso sacerdote l’accesso alla loro casa, rifiutare pochi secondi di preghiera e due gocce di acqua santa e ricacciarlo nell’ascensore senza neanche versare una libera offerta per il nuovo campanile. E sapete cosa vi dico? Non importa. Lo possiamo accettare. Ci lamentiamo forse della loro maleducazione, della freddezza del loro cuore, della perdizione della loro anima e della loro stolida avarizia? No di certo.
E allora diciamo la verità: per quanto ne sappiamo, monsignor Mattiazzo non ha fatto niente di male: anche Gesù fece scalpore scacciando i mercanti dal tempio. Siamo sicuri che aveva ottime ragioni per chiedere al signor Biasetto di andare via, come testimonia il fatto che si è immediatamente palesato un generoso carabiniere "pronto a dare il suo supporto".
E siamo sicuri che sono montate ad arte dalla propaganda laicista le immagini che mostrano il vescovo che prende per il braccio un mortificato Biasetto e lo spinge fuori con piglio deciso e indice teso, e gli fa poi cenno di non tornare. Sarebbe un po’ troppo anche per noi.

Nella foto: monsignor Mattiazzo dirige l’Orchestra di Padova e del Veneto (sfondo aggiunto con photoshop).
Ingerire per ingerire
Berlusconi alla messa per l’inaugurazione del nuovo campanile. Berlusconi che "rifiuta cortesemente la comunione" al vescovo manco fosse una tartina ("ostia, signori?" – "no, grazie: ne avete champagne?"). Berlusconi che chiede al vescovo di cambiare la regola sui divorziati (l’ennesima legge ad personam nascosta sotto l’interesse collettivo, Walter, digli qualcosa), realizzando quello che i più consideravano impossibile, ovvero l’ingerenza dello Stato Italiano sul diritto canonico. Il vescovo che gli risponde "lei che ha potere, si rivolga a chi è più in alto di me" – un po’ come nella famosa barzelletta – confermando quello che i più avevano già intuito, ovvero la fusione delle gerarchie vaticane e statali in un’unico grande intreccio in cui il Presidente del Consiglio è al di sopra dei vescovi ma al di sotto del Papa. Un senatore sarà più o meno importante di un cardinale? Aboliremo il canone 915 con un decreto legge? Berlusconi Papa? Dov’è Francesco D’Agostino quando serve?
Benvenuti nel meraviglioso mondo del Codice Canonico
"Can. 1084 – §1. L’impotenza copulativa antecedente e perpetua, sia da parte dell’uomo sia da parte della donna, assoluta o relativa, per sua stessa natura rende nullo il matrimonio.
§2. Se l’impedimento di impotenza è dubbio, sia per dubbio di diritto sia per dubbio di fatto, il matrimonio non deve essere impedito né, stante il dubbio, dichiarato nullo.
§3. La sterilità né proibisce né dirime il matrimonio, fermo restando il disposto del can. 1098."
L’impotenza annulla il matrimonio cattolico: la notizia, ovviamente, è che qualcuno ancora non lo sapeva. Colgo anzi l’occasione per lanciare un appello: ogni giorno, decine di uomini impotenti sposano in chiesa le loro anime gemelle convinti che per essere marito e moglie basti volersi bene, ignari del fatto che non può esserci matrimonio se il pene non riesce a entrare nella vagina. Se avete intenzione di sposarvi e per un qualsiasi motivo non vi si drizza, contattate immediatamente il vostro parroco di fiducia.
In questi casi, tipicamente, il coro di indignazione viene da eretici, anticlericali e mangiapreti, che poveretti vorrebbero solo dare una mano e invece fanno la figura dei presuntuosi che vogliono insegnare la religione al Papa*. Sarei curioso invece di conoscere l’opinione dei cattolici. Voglio dire, le donne cattoliche vorranno sicuramente ribellarsi a questa norma vergognosa che impedisce loro di passare la vita con un uomo impotente, no?
*Aioros: – Papa, mi sembra che in questo canone ci sia un errore.
Papa: – Ah, bene, abbiamo un teologo qui.
A: – Non sono un…
P: – Dove hai studiato? Tubinga? Ratisbona?
A: – Smettila.
P: – Monaco?
A: – Non ho studiato. Non sono un teologo.
P: – Ecco. E allora per favore lascia fare questo lavoro a chi ha le competenze per farlo, ok?
A: – C’è scritto "inpotenza".
P: – …
A: – Con la enne.
P: – Ah, bene, abbiamo un linguista qui.
Il Popolo della Libertà: frasi da ricordare
"Non abbiamo più bisogno di legittimazioni. Sanno cosa possiamo dare. Siamo come la vecchia Dc, che non doveva spiegare da che parte stava." (Silvio Berlusconi, 07/06/2008)
Vatican geeks
Capita spesso, con certe grandi opere di fantasia, che la parte più appassionante sia non tanto l’opera stessa quanto tutto l’insieme di storie, teorie o discussioni che ne costituiscono il contorno. Il Signore degli Anelli ha un’intera ed enorme struttura mitologica alle spalle (il Silmarillion). Star Wars ha un Universo Espanso sterminato con cinquemila anni di storia e quattro livelli di canone. Star Trek, non ne parliamo neanche.
La Bibbia ha la teologia cristiana. Discutere del sesso degli angeli è un po’ come cercare di stabilire quali parti del linguaggio Klingon sono canoniche e quali no. Quando un Papa introduce un nuovo dogma il ruolo dei teologi è quello di garantire la continuity (se si scopre che la terra gira intorno al sole occorre una retcon – è un po’ quello il problema dell’infallibilità papale, ha tolto la possibilità di fare una retcon).
Ecco, è con questo spirito che leggo notizie come questa. Qui c’è un signore con due lauree che occupa il suo tempo cercando di capire se è possibile o meno conciliare il cristianesimo canonico con l’esistenza di forme di vita intelligente in altri pianeti. Potrebbero esistere, potrebbero essere rimasti in amicizia con Dio, potrebbero essere peccatori ma con un piano di redenzione tutto loro, potrebbero avere un altro Gesù, no, questo no perché nel canone c’è scritto che non si può, e via dicendo. Il tutto senza la possibilità di arrivare ad una risposta, perché riscontri non ce ne sono. Per il puro gusto di teorizzare.
Per quelli che discutono dell’utilità del monolite TMA-2 in orbita intorno a Giove: consolatevi, non siete soli.
Padre Zio terrone
«Al momento stiamo cercando di accertare quanto accaduto domenica scorsa. Certamente saranno analizzati i filmati per cercare di individuare se e chi può eventualmente aver insultato San Pio».
Non mi è ben chiaro se "Padre Pio terrone" può essere considerata una bestemmia. Se sì, non mi è ben chiaro se la cosa può configurare illecito amministrativo ai sensi dell’articolo 724 del codice penale. Se sì, non mi è ben chiaro in quale secolo vivo.
Neomed
BINETTI: ETEROSESSUALITA’ E’ STRADA MAESTRA PER QUESTO NON VOTERO’ NESSUNA NORMATIVA GIURIDICA A TUTELA DELLE COPPIE GAY. “Il mio punto di vista è semplice. Prima di tutto, a mio giudizio, esiste una dimensione che io considero più legata alla sviluppo ordinario di una persona, che è quella dell’amore e della sessualità che è più squisitamente eterosessuale”. Ma perché? “Perchè la complementarità biologica, la complementarità con cui ognuno di noi raggiunge la pienezza della sua maturità ha questa come strada maestra. Questa è la naturalezza, se si vuole considerarla anche statisticamente parlando”.
Non è che ci si possa più stupire delle esternazioni della Binetti, in realtà. Il personaggio è ormai noto, e non ha nemmeno quella verve e quell’inventiva che mantengono ancora così incredibilmente attraenti i comunicati di Luca Volonté. Ha senso star lì a contestare l’uso del concetto di naturalezza – per di più "statisticamente intesa" – come discriminante tra lecito e illecito a una persona che guarda alla razionalità come un vecchietto guarda ad uno skateboard?
Aioros: - Signora Binetti, non crede che parlare di naturalezza in senso statistico sia controproducente per la sua fazione, che fa spesso riferimento al "naturale" come a qualcosa di innato e di intrinsecamente corretto? E anche se così non fosse, lei crede forse che ciò che è anormale vada proib… Signora Binetti, ma lei dorme su quella tavola di legno? Non pensa che sia poco ragionevole alla sua età infliggersi un trattamento simile senza motiv…. Signora Binetti, non le pare un controsenso infilzarsi la coscia con tutti quei piccoli anelli di metallo? Se il corpo è un dono del Sign… Signora Binetti, sta già sanguinando dalla gamba, non crede che la frusta sia irragion… Signora Binetti, senta, allora io forse è meglio se vado.
Tempo sprecato. La domanda piuttosto è un’altra: ma questa donna qui, la cui unica cifra è il cattolicesimo neomedievale, il cui unico apporto politico è l’opposizione interna, la cui unica attività in Parlamento è tirar su il freno a mano sui diritti civili sperando un giorno di poter passare alla retromarcia, che ha già votato in passato contro la fiducia al governo del suo partito, che non ha competenze di rilievo su nessun altro argomento (fingendo che ne abbia su questo), che ha la personalità di mia nonna ma inspiegabilmente laureata, questa qui, perché non sta con Casini?
Il Popolo della Libertà: frasi da ricordare
"Ruini, per noi democristiani, è una specie di presidente del consiglio fuori ruolo" (Gianfranco Rotondi, 29/03/2008)
“La Chiesa non fa politica”
«Durante questi viaggi devo dire che ho dimenticato l’Italia: non dovrei dirlo, perché da un certo punto di vista sarebbe quasi vergognoso, ma non ho più ricevuto nemmeno un messaggino sulla situazione e sull’agone politico italiano. E da una parte sono contento di questo. Ritornando mi tufferò di nuovo anche nei problemi italiani, e vedrò se i cattolici stanno emergendo a sinistra, al centro, a destra. E se i valori cristiani sono veramente supportati da un vero impegno».
(Card. Tarcisio Bertone, 09/03/2008)
Quanto cinismo
L’accordo tra Pd e Radicali dimostra "quanto cinismo ci sia nella politica. La cultura dei Radicali è incompatibile con una presenza seria e organizzata dei cattolici nella politica italiana". E’ quanto afferma il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, al Tg3.
Mi sarebbe piaciuto poter dire, due anni fa, che la cultura dell’Udc è incompatibile con una presenza seria e organizzata dei fascisti nella politica italiana. Ma evidentemente no.


