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Esercizi di logica

«Non vorrei entrare nel caso specifico – ha spiegato Betori – ma noi vescovi ribadiamo la difesa della vita sempre».

Allora, Betori, i casi sono due: o non entri nel caso specifico e rimani – un po’ vigliaccamente, ma onestamente – sul vago, dicendo "noi vescovi ribadiamo la difesa della vita nel caso generale", oppure ti abbandoni ad un impeto di aprioristica sicurezza e dici "noi vescovi ribadiamo la difesa della vita sempre", entrando – orrore! – nel caso specifico. Più precisamente, entrando in qualunque caso specifico. Ancora più precisamente, irrompendovi a bordo di un carro armato. Quel "non vorrei" iniziale sei tu che ti affacci da sopra il cannone e sussurri "scusate il disturbo".

C’è una morale da trarre, qui

Avete notato che il provvedimento ecclesiastico nei riguardi di un giovane pretino platonicamente innamorato è praticamente identico a quello nei riguardi di un vecchio pluripedofilo dalla carriera decennale?

Cortesia

"La Chiesa non si propone mire di potere, né pretende privilegi o aspira a posizioni di vantaggio economico o sociale."
Comunque se ce li date non è che li buttiamo via.

Poche idee ma confuse

Marco Mazzei fa notare l’esilarante performance di Luigi Amicone (direttore del settimanale "Tempi" e legato a Comunione e Liberazione) ieri sera a Exit, su La7.

Mm. A quanto pare nel curriculum da presentare per dirigere "Tempi" le caselle "capacità di esprimersi correttamente in italiano" e "affiliazione ad un movimento ecclesiale politicamente influente" si bilanciano.
Proviamo a seguire il discorso, magari si capisce meglio.

Amicone: "…scusi, non c’è nessun dit (?). Cioè, quando io scelgo di fare il sacerdote so che la chiesa prevede una certa cosa, cosa prevede poi la chiesa: la chiesa prevede semplicemente che un pre… uno, uno che decide di entra… di farsi prete dev’essere capace di amare una donna, di poter avere figli da una donna e di essere in grado di essere… di avere una paternità, cioè prevede che sia un uomo affettivamente maturo."

D’Amico: "E se ama un altro uomo?"

Amicone: "Allora, la chiesa ritiene, contrariamente al pensiero dominante oggi cul… diffuso dalla cultura gay, ritiene che non è una maturazione affettiva piena, perché ritiene che la realtà dei fatti, e io… sono abbastanza.. la condivido, anzi, in pieno, è che ci siano due sessi, maschile e femminile, e che la differenza sessuale è fondamentale per una realizzazione piena della persona. Allora, l’omosessuale non è che deve essere un… deve essere l’uomo di serie b, trattato male, come, effettivamente… non mi pare che ci sia un problema di persecuzioni di omosessuali, cioè, casomai mi pare che… io eterosessuale oggi mi sento un po’… col complesso perché… eeheh in effetti.. la società è più… è più diciamo… più tendente al gay, i consumi sono più…"

D’Amico: "no, non dica così"

Amicone: "noo, come cultura.. ma come cultura.. "

D’Amico: "non mi sembra, insomma, che c’è un apartheid per gli eterosessuali…"

Amicone: "come cultura, ma come cultura… non dico, non sto dicendo… io mi sento però, come cultura dominante, cioè fa più trend, un… insomma, e questo… basta rico… allora, la chiesa dice semplicemente: io, secondo la visione che ho, la realtà umana pienamente… eh? Quindi: un uomo che si fa prete non è che deve… deve rinunciare effettivamente a qualche cosa, nel senso, non che va a farsi prete perché non sa cosa fare, cioè, lui con le donne non… o altre tendenze vuole nascondere… no, perché così, cosa succede: succede i problemi."

Grossi problemi.

Botte piena e moglie ubriaca

Allora, il concetto è semplice. Sei cattolico e non vuoi casini al tuo funerale? Non divorziare. Non credi nella santità del matrimonio e vuoi divorziare? Non sei cattolico (oppure tu sei cattolico e il papa no, cosa che al tuo funerale ti metterà nei casini comunque), quindi qual è il problema di questa gente, di preciso?

Peggiorare la situazione

Il fenomeno del malcostume su strada preoccupa davvero la Chiesa cattolica che assiste ogni giorno all’aumento di una categoria di peccatori sempre più incalliti e allo stesso tempo inconsapevoli: gli automobilisti, i motociclisti, gli adolescenti a bordo di ciclomotori e city-car. "Persone – come spiegano al Vaticano – che hanno ormai trasformato le strade del mondo in un palcoscenico di prepotenza, violenza, egoismo, omicidi, bestemmie".
Ma cosa contiene questa specie di codice della strada cattolico? Nel primo capitolo – quello dei viaggiatori – la Santa Sede stila una sorta di scuola-guida spirituale.
"Il ricorso ai nostri intercessori celesti – si legge nel manualetto di 58 pagine – non deve far dimenticare l’importanza del segno della croce, fatto prima di iniziare un viaggio". Ma anche recitare il rosario tutti insieme, durante le lunghe percorrenze, servirà a "sentirsi immersi nella presenza di Dio, a rimanere sotto la sua protezione"

Mmm, no.

Prendete nota

Per prima cosa la Chiesa invita a “rimuovere dall’insegnamento qualsiasi pregiudizio o condanna basati su religione, sesso o etnia”. A riguardo – continua la lettera – “gli studi islamici in arabo, come materia obbligatoria e la scelta dell’‘etica’, come alternativa per i non musulmani isola e aumenta la discriminazione delle minoranze”. Per questo i vertici della Chiesa pakistana suggeriscono che gli studi religiosi siano impartiti solo al College o all’Università, ma solo come corsi facoltativi, in cui tutte le religioni sono trattate con lo stesso rispetto”. I nuovi curriculum, che si auspicano uniformi su scala nazionale, “dovranno fondarsi su valori umani universali, lasciando la responsabilità dell’educazione religiosa alle famiglie e alle istituzioni delle singole comunità”, aggiunge la lettera.

In pratica questa gente chiede di tenere fuori l’educazione religiosa dalle scuole perché "aumenta la discriminazione delle minoranze", ma lo chiede in Culonia, dove la minoranza, guarda caso, è proprio la loro; invece, pretende un trattamento di favore in Italia, dove la discriminazione si chiama "difesa dei valori" e le minoranze, notoriamente, non esistono.

Colpito e affondato

Nella faccenda del Vaticano che annuncia la sospensione di ogni fnanziamento ad Amnesty International per via della sua "presa di posizione abortista", la cosa meravigliosa è l’attacco della risposta (da leggere per intero, comunque) di Amnesty Italia:
"La Sezione Italiana di Amnesty International, in relazione alle dichiarazioni del cardinale Renato Martino [...], precisa di non aver mai ricevuto finanziamenti dal Vaticano o da organizzazioni che dipendono dalla Chiesa Cattolica". Una cannonata.

Cultura vaticana

«un richiamo alla realtà e un invito ad abbandonare l’ideologia» (R. Pedrizzi, An)

«dobbiamo essere molto grati a monsignor Bagnasco per la sua testimonianza serena, equilibrata e fiduciosa espressa sul Family Day» (L. Capitanio Santolini, Udc)

«Il presidente della Cei affronta con grande lucidità i nodi più gravi della realtà italiana, alla cui soluzione politici di ogni parte devono contare anche sul rilevante apporto del mondo cattolico» (E. Carra, Margherita)

«Una volta di più la Chiesa ribadisce il suo ruolo di guida e punto di riferimento insostituibile all’interno del tessuto sociale italiano. Il linguaggio asciutto usato dal presidente della Cei rende impossibile qualunque mistificazione anticlericale» (I. Bertolini, Fi)

«i toni e non di meno i contenuti del discorso che riguardano il tema della laicità e del rispetto delle prerogative dello Stato dovrebbero essere colti anche dal fronte laicista come la spiegazione chiara e non ideologica del ruolo che la Chiesa va assumendo nel nostro Paese» (P. Castagnetti, Ulivo)

«Non c’è l’orgoglio da parte di chi vuole schierarsi nella lotta tra il bene e il male. Non alza steccati e incompatibilità, ha l’aspirazione di rivolgersi a tutti» (L. Turco, Ds)

«un segnale di saggezza, di rigore e di dialogo» (Rosy Bindi, critica letteraria vaticana indipendente)

Osannata dalla critica e apprezzata da tutti i principali recensori clericali del Parlamento italiano, è uscita ieri "Prolusione", l’opera prima di Angelo Bagnasco, giovane talento emergente nel panorama ecclesiastico italovaticano. Il breve e fulminante pamphlet, sotto l’aspetto di un insignificante documento interno della Cei, è una brillante e feroce parodia del papismo ruinista imperante, con le sue banalità buoniste, il suo anacronismo e il suo uso incerto delle virgole. Memorabile il paragrafo sul "Family Day", un’immaginaria manifestazione per la famiglia, organizzata in Piazza San Giovanni in Laterano dalle "principali aggregazioni laicali della Chiesa che è in Italia", e il cui numero di partecipanti, distintisi per "senso civico di rispetto degli altri, di proposta e di inclusione" era addirittura "oltre certamente il milione"!

E "Prolusione" di Bagnasco ha già fatto il pieno di consensi. Rosy Bindi (donna dalla doppia identità: apprezzabile Ministro delle Politiche per la Famiglia di giorno, Ms.Hyde cattolica di notte) ha dichiarato:
“Ha ragione Bagnasco, basta steccati tra laici e cattolici. Ma Pezzotta dovrebbe provare a dialogare con la Bonino e io magari con la Roccella. Trovo comunque la prolusione di Bagnasco un segnale di saggezza, di rigore e di dialogo”, ed ha poi aggiunto, “la politica del governo sta già lavorando alla soluzione dei problemi elencati dal presidente dei vescovi.
Bagnasco primo ministro, dunque, ma sempre nell’immaginario universo letterario di "Prolusione" ovviamente.

Contemporaneamente, spinti da questa commovente dichiarazione, si sono effettivamente riuniti a Roma Emma Bonino, Savino Pezzotta, Eugenia Roccella e la stessa Rosy Bindi, affinché si compisse quanto profetizzato in Isaia 11,6 ("Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà". Chiaramente, il lupo è la Bonino, l’agnello è Pezzotta, il vitello è la Bindi, il leoncello la Roccella. Il fanciullo, con ogni probabilità, è il giovane Walter Veltroni, che guiderà costoro e tutte le persone di buona volontà che confluiranno nel Partito Democratico). Ecco come è andata.

Bindi, di buon umore: – Bè, eccoci qui. Allora, avrei pensato di fare così, io parlo con l’Eugenia e tu Livia parli con Pezzotta.
Bonino: – Mi chiamo Emma.
Bindi: – Emma, certo, scusa, ahah. Vi confondo sempre, voi due. Allora, Eugenia, mi pare che il Papa abbia ragione quando dice che
Bonino: – Io a questo signore qui non ho niente da dire.
Pezzotta, sbuffando: – Oh, certo, miss diecimila persone in piazza Navona non ha tempo per i comuni mortali, benone. Non si vuole ascoltare la voce del popolo, non…
Bonino: (si alza e cerca di andarsene)
Bindi: – Livia, aspetta! Liv… Emma! Aspetta un attimo! Ragiona! Superiamo gli steccati dell’ottocento e del novecento!
Due minuti dopo, Pezzotta e Roccella parlottavano allegramente in un angolo (Roccella: – Ahahah, ‘sti Radicali so’ troppo forti), mentre Bindi tratteneva Bonino con scuse puerili ("non vedi come piove?", o "la pena di morte! potremmo parlare della pena di morte, eh? che ne dici?").

Alle critiche laiciste sul mancato avverarsi della succitata profezia, Avvenire ha precisato che l’interpretazione di Isaia non poteva essere stata data da Ratzinger, che nel primo millennio avanti Cristo era ancora soltanto un finissimo teologo.

Siamo già tutti ridotti allo stato laicale, noialtri

Sempre sullo stesso argomento, oggi tocca a Betori.
Monsignore dice che il documentario «non rispetta la verità, ad esempio quando attribuisce a Ratzinger la paternità di un documento emanato dalla Congregazione della Dottrina della Fede 19 anni prima della sua nomina alla guida del dicastero».
Ora, io capisco la preoccupazione, capisco che ci tieni a non passare per fesso, capisco anche che vuoi parlare senza aver visto il filmato, ma magari, che so, considerare che difficilmente alla Bbc siano tanto idioti da sbagliare di vent’anni un’attribuzione del genere? Controllare che lo dicesse davvero? Pareva brutto?

Poi, «si attribuisce alla legislazione canonica la volontà di coprire gli autori di questi gravi atti criminali, mentre la competenza della Santa Sede è invece un aggravamento della disciplina: il 90 per cento di coloro che vengono giudicati, infatti, sono poi estromessi dallo stato clericale».
Ecco, non è la prima volta che sento dire questa cosa (anche Avvenire l’altro giorno parlava di "riduzione allo stato laicale" per dimostrare quanto ci tenevano, alla questione). Ma quand’è successo, esattamente, che la pena per abusi sessuali su minori è diventata la riduzione allo stato laicale? Fa poi così schifo, questo stato laicale? No, perché io non sono permaloso, ma qualcuno qui potrebbe anche offendersi.
Ma poi se lo fai di nuovo mentre sei nello stato laicale ci vai, almeno, in galera (voglio dire, per noi allo stato laicale fin dalla nascita funziona così)? E se sì, che cos’è sta roba, un buono-pedofilia per i chierici? Un fungo di Super Mario che poi ti devono beccare due volte per morire?
E tra l’altro non ho capito: "il 90% di coloro che vengono giudicati" sono poi ridotti allo stato laicale (cioè a Super Mario piccolo). Che vuol dire? Che il 90% è colpevole e tutti i colpevoli perdono il fungo, o che il 90% dei colpevoli viene ridotto e gli altri tutt’al più li spostiamo di parrocchia (mi risulta che sia consuetudine)? E se li sposti di parrocchia, il fungo lo perdono lo stesso?

Made in Italy

Se posso dare un suggerimento a Santoro (o meglio, se posso far finta di darglielo, ché non credo Santoro passi la domenica pomeriggio su questo blog) per uscire dall’impasse senza metter su la solita scenetta della censura e del noncifannoparlare, ecco, Michele (notate la confidenza con l’interlocutore immaginario) io consiglierei di tagliare la testa al toro e di non trasmettere il documentario della Bbc, che tra l’altro dura quaranta minuti e ti sminchia tutta la trasmissione anche a volerlo dividere in più tronconi; in compenso, ti fai organizzare una bella inchiestina per conto tuo (che non è che dobbiamo per forza riciclare tutto), sintetica ma puntuale, sui principali casi di pedofilia che coinvolgono il clero (chiedi a Travaglio, li sa tutti quanti a memoria insieme alla vita di Berlusconi, alle 1500 pagine della sentenza di appello su Andreotti e ad Apocalipse Now versione Redux) nonché, ovviamente, sull’ormai famosa "Crimen Sollicitationis", la trovi su internet in latino e in inglese, sono una quarantina di pagine e in un paio di giorni te la prepari per bene.
Poi inviti Clemente Mastella e siamo a cavallo.

Grande giornalismo

"Sex crimes and the Vatican" è un documentario della Bbc sui casi di pedofilia nel clero cattolico e sulle responsabilità della Santa Sede, documentario di cui si era parlato parecchio diversi mesi fa, ovviamente solo sul web. Il video era disponibile dal 3 Ottobre del 2006 sul sito della BBC e su Google Video. Ci fu un discreto tam tam, aiutato anche dall’uscita, nello stesso periodo, di "Deliver us from evil", un lungometraggio incentrato sul caso di padre Oliver O’Grady, in California.
Sui giornali, zero assoluto. Sui telegiornali, figuriamoci (ve lo immaginate il Tg1 che apre con "scandalo pedofilia, il Papa sotto accusa"?).
Ora, al secondo giro sul web (grazie a Bispensiero che l’ha sottotitolato), finalmente Repubblica fiuta lo scoop: d’altronde sono grandi giornalisti. Allora cosa fanno, i grandi giornalisti? Prima di tutto, siccome l’inchiesta era di otto mesi fa, fingono che la notizia sia il tam tam sul web (che invece è già al secondo giro; è un po’ come i doppiaggi della Formula Uno) e ignorano bellamente il fatto che di questa inchiesta loro non avevano mai parlato prima. Poi, timidamente, aggiungono la voce della controparte, quella dei cattolici che replicano sui forum, "E’ falso" (è falso cosa?). Infine, scrivono un articolo senza un link al sito della Bbc, senza un link al video del documentario, senza un link a chi il documentario l’ha sottotitolato e diffuso, senza un link a questo incredibile ed infuocato dibattito sul web, nè ai suddetti forum dove i poveri cattolici pigolano "è falso" (che io sto ancora qui a chiedermi, ma è falso cosa?). Last but not least, piazzano "la sequenza fotografica dal video".
Ora, la sequenza fotografica è anche ben fatta, eh, ci sono una ventina di immagini, si riesce pure a cogliere qualcosa di sensato. Ma a sto punto, dico, metterci un pezzetto di filmato? Un link, un anteprima, un trailer? Era difficile? Era sconveniente? Oh, quando c’è una professoressa che si fa mettere le mani nel perizoma vi impegnate sempre così tanto.

Noi non siamo omofobi, sono loro che sono diversi

Oggi, su Avvenire, Umberto Folena inizia l’articolo sulla Giornata Mondiale Contro l’Omofobia in questo modo:

Il modo peggiore per cominciare un articolo sulla giornata contro l’omofobia? Con la solita dichiarazione previa: noi non siamo omofobi. Non perché non lo siamo, ma perché quella frase è ridotta ormai a una sorta di tic di replica a un altro tic, l’accusa reiterata e ossessiva di alcuni, pochi, soliti baroni del movimento gay organizzato: i cattolici sono omofobi, la Chiesa è omofoba, il popolo di piazza San Giovanni è omofobo, eccetera. L’accusa viene lanciata non in presenza di reali manifestazioni omofobe, ma come ritorsione nei confronti di qualsiasi libera critica civile rivolta a quanto quei baroni dicono o fanno. Anziché replicare con laica razionalità, scagliano l’insulto, come se l’intento non sia discutere, ma additare alle folle il mostro. A quel punto il dialogo è finito prima ancora di cominciare.
L’omofobia è cosa ben più seria e grave, [...]

eccetera. Notare:

1) com’è, come non è, ha iniziato l’articolo con la solita dichiarazione previa: noi non siamo omofobi;
2) splendido lapsus: "Non perché non lo siamo, ma…";
3) gli altri (solo loro) sono tenuti a "replicare con laica razionalità".

Nel seguito, il Folena fa quello che deve fare, cioè l’omelia buonista: siamo persone, siamo tutti figli di Dio, siamo tutti battezzati (qui forse si è lasciato prendere la mano), le cose che ci uniscono sono più di quelle che ci dividono, e tutte queste cose qui. Ma, attenzione, non siamo tutti uguali (eh, lo so, voi credevate di sì, e invece), "le persone sono portatrici di diversità. Etero e omo sono diversi". Dobbiamo "prendere atto che la diversità esiste, il matrimonio è una cosa sola, e la famiglia è tale se a formarla sono un uomo e una donna"; e infine, che
"i legami omo-affettivi sono non "più" o "meno", ma [...] semplicemente …………"
- "Uguali!" – diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. Sono semplicemente "diversi".
Però ci eravate andati vicini, eh.

Uff

Però, che noia. Cosa dovrei fare, andarmi a cercare le schifezze su Avvenire? Credete che sia difficile? Non ci vuole niente: oggi, per dire, c’è D’Agostino che chiede di cercare soluzioni al problema dei Dico "senza pregiudizi ideologici". A questo punto io dovrei inalberarmi, immagino, e buttar giù due righe di dolente ironia sul pregiudizio e sulle ideologie e sulle facce di tolla. Ma perché? Per chi? D’Agostino mica mi legge.
Ci sarebbe pure da commentare Betori oggi. Solo che ho riletto la dichiarazione, e mi son detto: ma abbi pazienza, Stè, stiamo parlando dell’omelia sfigata di una messa sfigata celebrata a Gubbio da un vescovo sfigato in onore di un Santo sfigato; in questa omelia sfigata il vescovo sfigato ha fatto il solito paragone sfigato*, e alla fine della fiera ti han dato del Federico Barbarossa. Bè, mica cotiche. Voglio dire, ci fai la tua porca figura. E quindi niente, se succede qualcosa di interessante avvisatemi.

*I vescovi di oggi hanno una tendenza alla metafora piuttosto ripetitiva. L’altra volta si parlava di terrorismo, e noi secolaristi eravamo i nuovi terroristi, messaggeri del male col nostro aborto, con le nostre eutanasie e gli embrioni e tutte le schifezze. Stavolta si parlava di Federico Barbarossa, e noi secolaristi eravamo i nuovi Federichi Barbarossa, sovvertitori dell’ordinamento col nostro aborto, con le nostre eutanasie e gli embrioni e tutte le schifezze. L’idea, in realtà, è buona: è come se io, per screditare la categoria dei metalmeccanici, iniziassi a parlare di musica e dicessi che i metalmeccanici sono i nuovi Savage Garden.
Ma il fatto è che a me la parte del cattivo non dispiace nemmeno un po’. Anzi, spero che un qualche vescovo si metta a parlare di Daitarn 3, perché io vorrei essere il nuovo Don Zauker, e tutti quanti insieme saremo i nuovi Meganoidi.

Faccia di bronzo

Su Avvenire di oggi:

1) "Per Welby e per tutti – Su quell’attimo finale niente tromboni" di Davide Rondoni.
2) "La singolare laicità del giornale di Rifondazione – Incitare i cattolici a ribellarsi al Vaticano" di Pio Cerocchi.

In pratica il giornale dei vescovi ci accusa di tromboneggiamento sulla morte delle persone e di ingerenza poco laica negli affari di un altro stato. Questa gente è troppo avanti.

Sbocchi professionali

L’Osservatore Romano ha detto che "è terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa", in particolare è terrorista chi fa battute anticlericali in pubblico. Monsignor Amato ha detto che è terrorista chi ricorre all’aborto, è terrorista chi pratica l’eutanasia, è terrorista chi usa la pillola abortiva ed è terrorista chi fa ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali.
Oh, a saperlo non mi iscrivevo mica ad ingegneria: questi terroristi trovano lavoro dappertutto.

Yawn

Ho poca voglia di scrivere, diciamo che è un periodo un po’ strano.

- C’è l’Inter che vince scudetti: sono contento per gli interisti, ma lo spettacolo impagabile di questi giorni sono gli juventini. Si vede che dalla serie B la prospettiva è un po’ schiacciata.
- Ci sono le elezioni in Francia: bisogna fare il tifo. Quelli di sinistra devono tifare la candidata di sinistra, quelli di destra il candidato di destra. Il candidato di centro è stato segato, perciò quelli di centro devono darsi arie da esperti strateghi e dire eh, ragazzi, per vincere bisogna allearsi con il candidato di centro. E’ tutto così emozionante.
- C’è il Partito Democratico, che a guardare il congresso dei Ds ti sembra il partito dell’amore e della bontà, ti dici caspita, questi sono eroi, questi rinnoveranno la politica italiana. Ti dici, questi sono dalla parte dei più deboli, questi aiuteranno le vecchiette sole ad attraversare la strada e a riconoscere i ladri travestiti da impiegati dell’Enel, questi vogliono il progresso dell’Italia e dell’universo mondo. Cazzo, ti dici, magari fossero al governo, questi.
- C’è poi Boselli che di Pd non vuole sentir parlare, dice che è un compromesso storico bonsai. Ovvero, una cosa già vista, ma più piccola.
Lui invece ha altro in mente: rifare il Psi e prendere il 2%.
- Intanto Pannella, per questa cosa del Psi, è rimasto col cerino in mano ma fa finta di esultare. Situazione classica, tipo quando la tua ex si vede con un altro e sei contento per lei, oppure quando non ti vogliono alla festa delle medie e non importa, perché tanto avevi judo, ma se serve gli porti i dischi così possono ballare i lenti.
- C’è il limbo che non è più theologically correct. Dio è così buono, ma così buono, che i bambini non battezzati li mette in paradiso (bella Dio, sei un figo). E anche tutti quelli che non sanno chi sia Gesù, giustamente (mica è colpa loro), li mette in paradiso. E anche i peccatori, dopo un po’ di purgatorio, li mette in paradiso. E’ il caso di dire: troppa grazia. E c’è da chiedersi, alla fine della fiera, se qualcuno all’inferno ci finisce davvero, o se tra una ventina d’anni Dio si sentirà abbastanza buono da mandare tutto all’aria, borbottare un machissenefrega e voilà, todos caballeros.*
- C’è un vescovo che dice che siamo "terroristi dal volto umano". Bè, è grandioso, abbiamo un volto umano!
- Nel frattempo, a Genova qualcuno ha organizzato una fiaccolata in difesa della libertà di parola e di opinione. Quella dei laici? Quella degli omosessuali? Ahahah, ma no, voi terroristi siete proprio delle sagome: quella di monsignor Bagnasco.

Diciamo che è un periodo un po’ strano, va.

*Drammatizzazione. Il paradiso, il purgatorio, l’inferno e Dio potrebbero differire da quanto descritto. L’autore non crede che l’aldilà sia un luogo fisico o che Dio possa effettivamente borbottare.**
**Naturalmente, che Dio non possa borbottare non è mai stato definito come dogma, per cui mi aspetto grandi sorprese dalle nuove frontiere della ricerca teologica.

C’è da spostare un triliardo di bambini

Ogni tanto salta fuori la storia del limbo, quel posto vagamente simile ad un reparto pediatria senza televisione in cui Dio tiene per l’eternità i bambini saliti al cielo senza regolare certificato di battesimo.
E’ sempre lì lì per essere abolito dal papa, perché i genitori di oggi sono troppo attaccati ai mocciosi, e questa cosa che il loro bambino non va in paradiso proprio non la vogliono accettare; d’altronde si sa come sono i genitori coi figli, li viziano, li costringono a studiare pianoforte, accoppano gli arbitri delle partite di calcetto, eccetera. E poi conoscete gli italiani, con le regole, con le scappatoie, e mettici una buona parola di qua, e mettiamo una firma falsa di là, insomma, com’è come non è, il papa deve fare contenti i papaparents dei papaboys, e quindi Dio si adegua al volere del popolo e smette finalmente di mandare i pupi nel box eterno.

Comunque non è ancora detto, eh, d’altronde a Dio gli dobbiamo dare un po’ di preavviso, ché deve sistemare miliardi di pupattoli da qualche altra parte così, all’improvviso, e barcamenarsi tra pannolini e plasmon non è facile manco per lui. Per ora è solo uscito un documento di una tale Commissione Teologica Internazionale, che ha fatto finta di studiare non so che cosa per anni e anni (perché ovviamente non è che ci fossero molti elementi nuovi da studiare, diciamo) e alla fine ha detto ah, no, ragazzi, abbiamo scoperto che il limbo non va mica bene.
In particolare, c’è da stare tranquilli per i bimbi non battezzati: pare che la grazia abbia la precedenza sul peccato. Bè, questa è una scoperta sensazionale.

Aioros (poco convinto): – Ma poi i bambini vanno in paradiso?
Papa (impacciato): – Mah, oddio, è probabile. Insomma, speriamo, no?
A: – E come fanno ad andarci se hanno il peccato originale?
P (con decisione): – La grazia ha la precedenza sul peccato.
A: – Perché?
P: – In ordine alfabetico, credo. In fondo è un ordine naturale.
A: – …
P: – …
A: – Ingegnoso.

Naturalmente, come capita sempre in questi casi, la gente è invidiosa. Perché, si chiede, i bambini possono prendere la corsia preferenziale della grazia e abbronzarsi di luce eterna in quella spiaggia tropicale del paradiso, e noi invece dobbiamo restare imbottigliati nel traffico delle corsie del peccato come tanti vacanzieri intelligenti che vanno tutti in ferie lo stesso giorno? Voglio dire, a saperlo mi sarei buttato a testa in giù dal fasciatoio, finché ero in tempo.

Aioros: – Ma la grazia non si otteneva solo col battesimo?
Papa (saccente): – Sì, ma tanto alla fine è Dio che decide, quindi magari ai non battezzati dona lo stesso la grazia per conto suo e li salva.
A: – Allora non è vero che non c’è salvezza fuori dalla chiesa.
P: – No, è che, cioè. Allora, in pratica.
A: – Eh.
P: – Coff *borbottio incomprensibile* coff coff
A: – …
P: – …
A: – …
P: – Parliamo dei Dico?

Sbadati

Tra l’altro, durante le vacanze ho trovato in chiesa un depliant, di quelli col bollettino allegato, che dice "I sacerdoti aiutano tutti, aiuta tutti i sacerdoti". Ci sono tante immagini di preti felici e ragazzi che ridono e cose così, e insomma a un certo punto c’è scritto:
"Oggi i sacerdoti non ricevono più la "congrua" dallo Stato. E’ giusto assicurare a ognuno di loro i mezzi necessari per una vita dignitosa e per lo svolgimento della propria missione.
Ogni sacerdote dovrebbe poter contare almeno su 830 euro per 12 mesi. Solo per alcuni di loro, questa cifra è coperta dalle Offerte della propria comunità o da eventuali stipendi da insegnante. Per altri, invece, queste fonti non bastano e si deve ricorrere alle Offerte per il sostentamento: ecco perché è così importante donare!"

Offerte della comunità, stipendio da insegnante, offerte per il sostentamento. Non so, io ho l’impressione che si siano dimenticati di qualcosa.

E io pago

(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 30 APR – Papa Ratzinger ha denunciato "forme preoccupanti di emarginazione e sfruttamento" dei giovani nel mercato del lavoro. Cio’, ha spiegato, ingenera "un inquietante senso di insicurezza con indubbie ripercussioni sulla capacita’ non solo di immaginare e di mettere in atto un progetto per il futuro, ma persino di impegnarsi nel matrimonio e nella formazione di una famiglia".

Ok, forse sono scemo io. Papa, sei ricco sfondato. Hai una banca. Hai le babbucce Prada, l’ermellino e tutti quei cappelli alla moda. Papa, ogni anno ti regaliamo un miliardo di euro in busta chiusa, che ogni anno tu usi quasi tutto per stipendiare gente che , tra l’altro, non si impegna nel matrimonio e nella formazione di una famiglia.
Papa, in Italia ci stanno uno-due milioni di persone in cerca di lavoro. Potresti prendere metà dell’otto per mille e farne assegni di disoccupazione, sussidi, buoni sconto nei tuoi ospedali e nelle tue scuole, prestiti per le famiglie modello con più di tre figli, giocattoli per i bambini, raccolte punti e premi fedeltà per chi va a messa tutte le domeniche, quello che ti pare.
E invece no, ti affacci alla finestra e pretendi che i soldi ce li mettiamo noi. Oh, ma c’hai ottant’anni, mettiti da parte qualcosa.

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