«un richiamo alla realtà e un invito ad abbandonare l’ideologia» (R. Pedrizzi, An)
«dobbiamo essere molto grati a monsignor Bagnasco per la sua testimonianza serena, equilibrata e fiduciosa espressa sul Family Day» (L. Capitanio Santolini, Udc)
«Il presidente della Cei affronta con grande lucidità i nodi più gravi della realtà italiana, alla cui soluzione politici di ogni parte devono contare anche sul rilevante apporto del mondo cattolico» (E. Carra, Margherita)
«Una volta di più la Chiesa ribadisce il suo ruolo di guida e punto di riferimento insostituibile all’interno del tessuto sociale italiano. Il linguaggio asciutto usato dal presidente della Cei rende impossibile qualunque mistificazione anticlericale» (I. Bertolini, Fi)
«i toni e non di meno i contenuti del discorso che riguardano il tema della laicità e del rispetto delle prerogative dello Stato dovrebbero essere colti anche dal fronte laicista come la spiegazione chiara e non ideologica del ruolo che la Chiesa va assumendo nel nostro Paese» (P. Castagnetti, Ulivo)
«Non c’è l’orgoglio da parte di chi vuole schierarsi nella lotta tra il bene e il male. Non alza steccati e incompatibilità, ha l’aspirazione di rivolgersi a tutti» (L. Turco, Ds)
«un segnale di saggezza, di rigore e di dialogo» (Rosy Bindi, critica letteraria vaticana indipendente)
Osannata dalla critica e apprezzata da tutti i principali recensori clericali del Parlamento italiano, è uscita ieri "Prolusione", l’opera prima di Angelo Bagnasco, giovane talento emergente nel panorama ecclesiastico italovaticano. Il breve e fulminante pamphlet, sotto l’aspetto di un insignificante documento interno della Cei, è una brillante e feroce parodia del papismo ruinista imperante, con le sue banalità buoniste, il suo anacronismo e il suo uso incerto delle virgole. Memorabile il paragrafo sul "Family Day", un’immaginaria manifestazione per la famiglia, organizzata in Piazza San Giovanni in Laterano dalle "principali aggregazioni laicali della Chiesa che è in Italia", e il cui numero di partecipanti, distintisi per "senso civico di rispetto degli altri, di proposta e di inclusione" era addirittura "oltre certamente il milione"!
E "Prolusione" di Bagnasco ha già fatto il pieno di consensi. Rosy Bindi (donna dalla doppia identità: apprezzabile Ministro delle Politiche per la Famiglia di giorno, Ms.Hyde cattolica di notte) ha dichiarato:
“Ha ragione Bagnasco, basta steccati tra laici e cattolici. Ma Pezzotta dovrebbe provare a dialogare con la Bonino e io magari con la Roccella. Trovo comunque la prolusione di Bagnasco un segnale di saggezza, di rigore e di dialogo”, ed ha poi aggiunto, “la politica del governo sta già lavorando alla soluzione dei problemi elencati dal presidente dei vescovi”.
Bagnasco primo ministro, dunque, ma sempre nell’immaginario universo letterario di "Prolusione" ovviamente.
Contemporaneamente, spinti da questa commovente dichiarazione, si sono effettivamente riuniti a Roma Emma Bonino, Savino Pezzotta, Eugenia Roccella e la stessa Rosy Bindi, affinché si compisse quanto profetizzato in Isaia 11,6 ("Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà". Chiaramente, il lupo è la Bonino, l’agnello è Pezzotta, il vitello è la Bindi, il leoncello la Roccella. Il fanciullo, con ogni probabilità, è il giovane Walter Veltroni, che guiderà costoro e tutte le persone di buona volontà che confluiranno nel Partito Democratico). Ecco come è andata.
Bindi, di buon umore: – Bè, eccoci qui. Allora, avrei pensato di fare così, io parlo con l’Eugenia e tu Livia parli con Pezzotta.
Bonino: – Mi chiamo Emma.
Bindi: – Emma, certo, scusa, ahah. Vi confondo sempre, voi due. Allora, Eugenia, mi pare che il Papa abbia ragione quando dice che
Bonino: – Io a questo signore qui non ho niente da dire.
Pezzotta, sbuffando: – Oh, certo, miss diecimila persone in piazza Navona non ha tempo per i comuni mortali, benone. Non si vuole ascoltare la voce del popolo, non…
Bonino: (si alza e cerca di andarsene)
Bindi: – Livia, aspetta! Liv… Emma! Aspetta un attimo! Ragiona! Superiamo gli steccati dell’ottocento e del novecento!
Due minuti dopo, Pezzotta e Roccella parlottavano allegramente in un angolo (Roccella: – Ahahah, ‘sti Radicali so’ troppo forti), mentre Bindi tratteneva Bonino con scuse puerili ("non vedi come piove?", o "la pena di morte! potremmo parlare della pena di morte, eh? che ne dici?").
Alle critiche laiciste sul mancato avverarsi della succitata profezia, Avvenire ha precisato che l’interpretazione di Isaia non poteva essere stata data da Ratzinger, che nel primo millennio avanti Cristo era ancora soltanto un finissimo teologo.