Il titolo più brutto del mondo / Premio narrativa

Ogni tanto ricevo segnalazioni di titoli nel classico stile "e muore" di Corriere.it, che tante gioie ci ha dato in passato. Spesso non le uso perché alla lunga il gioco diventa un po' banale, ma alcuni meritano davvero di essere aggiunti all'elenco dei più spettacolari.

Potrebbe diventare una rubrica fissa

Questo è esattamente quello che intendevo:

Arrestato un africano. In Africa ci sono ottocento milioni di persone divise in cinquantatré stati per un'estensione di trenta milioni di chilometri quadrati.
Notate anche il classico marocchino nel sommario.
Ah, la notizietta aggregata in piccolo, lì in basso, si riferisce ad una diciottenne di Lecco "segregata [...]

Nessun generatore automatico è all’altezza

Appendice al vecchio post:

Un giorno li aggregherò tutti, giuro.

Pasqua sotto l’acqua

(Segnalazione - e titolo del post - di Alexio)

Milano, blogger scrive un pessimo titolo e muore

Per me è la prova che i titolisti del Corriere sono stati sostituiti da un generatore automatico (Ale, è un lavoro per te). Di seguito alcuni esempi tra i migliori, in ordine crescente di assurdità:

Operaio cade da impalcatura e muore
Napoli, cade da barella e [...]

Il titolo più brutto del mondo

Quel "muore" alla fine è meraviglioso.

Il titolo più brutto del mondo

Oh - mio - Dio, le offre uno spinello? Non ci si può più fidare nemmeno degli zii stupratori.

Grande giornalismo /2

E questo, che razza di titolo è?

“Si fanno giacche anche con la pelle dei clienti”

I piloti italiani devono essere davvero scarsi.

Il titolo più brutto del mondo

Tanto per cambiare, tocca di nuovo a Repubblica: nell'episodio di oggi, il titolista cerca di dare un'impronta narrativa al suo lavoro, ma l'esiguità dello spazio a disposizione e la scomparsa di un "di" lo trasformano in una via di mezzo tra un titolo inutilmente lungo e un telegramma sfigato.

Allarmismi

Bambini, allarme videogiochi
tre ore al giorno alla console

(Repubblica.it)

Ora, a parte il fatto che io "allarme videogiochi" lo scriverei soltanto se seguito da "otto ore al giorno alla console" o "tre ore al giorno consecutive e senza sbattere le palpebre" o "12000 bambini in crisi epilettica", mi chiedo quattro cose:

1) ha senso scrivere [...]